Scampia, un presidio culturale. Il sogno impossibile di Rosario Esposito La Rossa

A Secondigliano apre una libreria: La Scugnizzeria

Nelle periferie possono avverarsi sogni impossibili, ed è quello che è accaduto a Rosario Esposito La Rossa che non ha mai lasciato il suo quartiere, Scampia. Nel 2004, durante la faida di Scampia, Rosario ha perso suo cugino disabile, Antonio Landieri, vittima innocente della camorra. Dopo questo terribile avvenimento, Rosario non ha fatto altro che germogliare idee. Ha piantato i semi della cultura e ha combattuto la criminalità con la conoscenza e con i libri. A Scampia, Rosario, ha costruito la sua storia di libraio, di scrittore e direttore editoriale della Marotta&Cafiero e Coppola editore. Nel 2016 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel 2017 ha eretto i muri della prima libreria della periferia nord di Napoli: La Scugnizzeria. Oggi, questa libreria è approdata anche a Secondigliano.

La piazza di spaccio di libri

La Scugnizzeria è molto più di una libreria, è definita come la “piazza di spaccio” di cultura, di arte, di creatività. È una “piazza di spaccio” perché i libri si sono sostituiti a chi dominava il quartiere con il traffico di droga e la malavita. È uno spazio che brulica di progetti, un’oasi a colori dove i bambini e i ragazzi del territorio possono sentirsi al sicuro, fare teatro, musica, corsi di scrittura, di editoria e tanto altro. 

Nel suo libro “Spacciatori di libri”, Rosario scrive: “Ci dicevano che era impossibile aprire una libreria nelle terre di Gomorra e noi per dispetto siamo diventati Spacciatori di Libri”.

Ci è riuscito, con il sudore, la fatica e soprattutto con la passione, Rosario è riuscito a trasformare l’omicidio di suo cugino, Antonio Landieri, in una storia di ri-nascita, fatta di inchiostro e di macchine che stampano libri in un quartiere dipinto dal resto del mondo come la terra degli ultimi. In questa terra, Rosario è stato il primo ad aprire una libreria nell’area nord di Napoli.

L’intervista a Rosario Esposito La Rossa

Per conoscere meglio la storia di Rosario, la redazione di EcoRandagio lo ha intervistato.

-Da quasi dieci anni, “La scugnizzeria” non smette di realizzare tanti progetti artistici e culturali per i ragazzi dell’area nord di Napoli. L’ultimo riguarda l’apertura di una libreria sul corso di Secondigliano. Cosa rappresenta per voi questo traguardo?

-L’apertura della libreria a Secondigliano per noi è un traguardo incredibile perché è il nostro terzo punto vendita, dopo Melito e Mugnano, approdiamo a Secondigliano che è il nucleo centrale del commercio dell’area nord di Napoli, ed è un progetto che curiamo da tre anni. Siamo partiti con il progetto BISS – Book Into Street Secondigliano- un festival letterario che nasce dall’idea di aprire una libreria. Ci siamo riusciti e siamo contenti di restare sul territorio mescolando cultura e imprenditoria.

-Quali sono gli aspetti che contraddistinguono la nuova libreria di Secondigliano?

-La nuova libreria è una libreria in cui è possibile acquistare qualsiasi tipo di libro, ed è molto particolare perché è a tema Akira Toriyama. Con questa libreria cerchiamo di intercettare il mondo Comicon che a Secondigliano è molto forte e speriamo possa essere un punto di incontro per i tanti giovani del territorio.

-Cosa significa per i ragazzi del territorio avere vicino casa uno spazio in cui è possibile esprimere il talento e cogliere delle opportunità artistiche e culturali?

-Penso che avere uno spazio sul territorio dove poter esprimere il proprio talento sia una grande occasione. La libreria è piccola, ma dopo appena tre mesi stiamo pensando ad un allargamento, perché abbiamo bisogno di spazi dove fare incontri, laboratori, workshop. È appena partito un club del libro e presto partirà un corso per disegnare manga. E tutto questo lo faremo a casa nostra. Non bisognerà più emigrare per divertirsi e creare.

-Qual è il messaggio che intendete trasmettere con la presenza di librerie in una periferia di Napoli troppe volte vilipesa dalla criminalità, dai pregiudizi e da una narrazione denigratoria?

-È vero che Napoli e la periferia vengono giudicate negativamente. Non possiamo far finta che in passato non siano accadute cose violente. Ma è anche vero che se davvero vogliamo cambiare la narrazione di questi posti, dobbiamo fare. E credo che aprire presidi culturali come le librerie sia il modo giusto per creare lavoro sul territorio, per parlare di cultura e creare un presidio permanente. Questo è il nostro obiettivo. Dopo Secondigliano, apriamo al Vomero il 23 settembre, in occasione della morte di Giancarlo Siani – a cui dedicheremo la libreria. E poi il 21 ottobre apriamo la nostra Mondadori Bookstore a Scampia, all’esterno della metropolitana. Ad accogliere tutti i giovani studenti, i turisti e chiunque verrà, ci sarà una libreria.

-Grazie ai vostri continui progetti, allo spaccio di libri, di arte e di cultura, dimostrate ogni giorno che le periferie possono essere fucine di sogni, spazi che partendo dal margine possono arrivare al centro. Rosario, cosa ti spinge, ogni giorno, a restare e a far fiorire Scampia e quanto pensi sia cambiato il quartiere – nel corso degli anni – grazie al tuo impegno sul territorio?

-Sicuramente, mi spinge a restare sul territorio la voglia di non tornare a com’era prima. Prima era difficile immaginare il futuro. Ora mi spinge poter essere sentinella del territorio. Mi spinge soprattutto la voglia di dimostrare che non siamo secondi a nessuno. Mi piace molto l’idea di poter essere un esempio per le nuove generazioni. Ma non un esempio da idolatrare, ma esempio del “Si può fare”. Non veniamo da famiglie facoltose, nessuno ci ha messo i soldi in tasca. Abbiamo costruito tutto con le nostre forze. Ce l’abbiamo fatta noi, possono farcela anche gli altri. Io resto soprattutto per i bambini.

-A breve ci sarà anche l’apertura di una libreria nei locali Eav della Metropolitana di Scampia. È un altro segnale di sviluppo territoriale che dona al quartiere un’identità attraverso la conoscenza. Rosario, come si fa a realizzare sogni (im)possibili?

-Pensiamo che portare la più grande rete distributiva, la più grande rete di franchising di librerie – che è la Mondadori, una casa editrice centenaria – nel cuore di Scampia, sia un modo per dire: “Qui non è più come prima”. Molti mi chiedono come si faccia a realizzare sogni impossibili, perché quello che facciamo è provare a chiudere gli occhi e immaginare qualcosa che faccia meravigliare il cuore. E quello che immaginiamo, poi proviamo a realizzarlo passo dopo passo, superando ostacolo dopo ostacolo.

Rosario è la dimostrazione che nelle periferie si possono raccogliere i frutti della perseveranza, della creatività, della resistenza che diventa ri-esistenza. Quella che non smette di costruire ogni giorno elevando Scampia dalle zone grigie, dai pregiudizi e dalle etichette stantie. 

A Scampia c’è cultura, a Scampia c’è futuro.

Emanuela Mostrato

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