In Svizzera vai in chiesa, parli e ti confessi con Gesù grazie all’intelligenza artificiale

In Svizzera vai in chiesa, parli e ti confessi con Gesù grazie all'intelligenza artificiale. Accade a Lucerna nel confessionale.

In Svizzera entri in una Chiesa e parli con un Gesù creato dall’ intelligenza artificiale. Accade a Lucerna, nella Peterskapelle, i fedeli entrano nel confessionale e trovano uno schermo. Al posto del sacerdote compare il volto di un Gesù digitale, creato con l’intelligenza artificiale. L’avatar ascolta, risponde alle domande, dialoga in decine di lingue e si basa su testi biblici e teologici. Non si tratta di una confessione sacramentale e non sostituisce il prete, ma è un esperimento che porta l’iA dentro la chiesa. Il progetto apre interrogativi su fede, uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di culto e limiti etici di questi strumenti.

Il progetto è nato a Lucerna, nella Peterskapelle, la chiesa cattolica più antica della città affacciata su Kapellplatz

Qui, tra agosto e ottobre 2024, è stata allestita un’installazione artistica chiamata “Deus in Machina”: un avatar di Gesù basato sull’iA, collocato nel confessionale, che dialoga con i visitatori.
L’obiettivo dichiarato non è sostituire la confessione, ma esplorare che cosa succede quando la tecnologia entra in uno spazio spirituale. La Peterskapelle ha lavorato con l’Immersive Realities Research Lab della Lucerne University of Applied Sciences and Arts per studiare come le persone parlano con un Gesù digitale, quali temi portano e quali limiti emergono quando si affida a una macchina un ruolo che finora è sempre stato umano.

Entri in chiesa e parli con Gesù ecco come funziona intelligenza artificiale creata in Svizzera

Nel confessionale il Gesù digitale funziona come un normale chatbot vocale. Il visitatore parla, un software come Whisper trascrive le sue parole e il modello GPT-4o genera la risposta. Un programma di animazione come HeyGen sincronizza il volto dell’avatar con la voce in tempo reale. Una grafica sullo schermo indica al visitatore quando parlare e quando ascoltare. L’iA offre consigli, richiami alla Bibbia e spunti di riflessione, ma non impartisce assoluzioni né sostituisce il sacerdote. Gli sviluppatori hanno utilizzato testi biblici e teologici cristiani per guidare le risposte, così da mantenerle coerenti con la tradizione della Chiesa.

Le reazioni dei fedeli e dei visitatori sono state contrastanti

Nei due mesi dell’installazione in Svizzera sono stati registrati circa 900 dialoghi con il Gesù gestito dall’intelligenza artificiale. Dai questionari compilati alla fine del percorso emerge che circa due terzi di chi ha lasciato un feedback parla di “esperienza spirituale” o di momenti religiosamente positivi. Molti sottolineano la facilità d’uso, il tono rispettoso dell’avatar e il fatto di sentirsi ascoltati. Una parte dei visitatori, soprattutto con background cristiano, dice di essersi sentita toccata o messa in discussione dalle risposte basate sulla Scrittura. Altri invece bollano il progetto come un espediente tecnologico, criticano le risposte come frasi fatte e cliché teologici e lasciano nel libro degli ospiti commenti molto duri, che avvertono la Chiesa sui possibili effetti di un uso improprio di queste tecnologie.

Il progetto “Deus in Machina” per ora resta un esperimento limitato a una chiesa di Lucerna, ma anticipa scenari destinati ad allargarsi

Le stesse tecnologie che oggi animano un Gesù digitale potrebbero presto sedersi in altre sagrestie, entrare nelle case, affacciarsi in scuole e ospedali. Ogni dialogo nel confessionale svizzero diventa un banco di prova. Mostra quanto le persone accettino di confidarsi con una macchina e quanto la Chiesa voglia delegare alla iA i propri simboli più delicati.

La domanda aperta riguarda tutti, credenti e non: fino a che punto accetteremo che a parlare di senso, colpa e perdono sia un algoritmo.

Cristina Ferrari

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