Le puttane nell’arte sono un tema ricorrente e ampiamente utilizzato dagli artisti, partendo dall’arte di Caravaggio e arrivando fino a Picasso con le sue Demoiselles d’Avignon. Lo svago, il piacere e l’arte infatti hanno da sempre accomunato gli esseri umani. Questi infatti, con modi diversi, riescono a far capire ciò che più piace e diverte le società dei vari secoli.
Le tre puttane nell’arte di Caravaggio, artista precursore di Picasso
Roma, ai tempi di Caravaggio era stracolma di prostitute e la Chiesa le tollerava senza grandi problemi. Caravaggio ne ha allora scelte tre e le ha usate nei suoi dipinti, rendendole così eterne. Queste donne sono: Anna Bianchini; Fillide Melandroni e Maddalena Antognetti. La prima, detta Annuccia si riconosce in una delle opere più famose del Caravaggio ovvero “La morte della Vergine”. Dove la donna compare al posto della Vergine e ritratta come morta da annegamento nel Tevere e con gambe scoperte e gonfia. I committenti allora alla vista dell’opera decisero di restituirla al pittore, considerandola un affronto e per fronteggiare un eventuale scandalo.
E prima di Caravaggio?
Pensando al tema della prostituzione non ci si può scordare delle famose stanze dell’amore nel Gabinetto Segreto di Pompei, dove il piacere era a pagamento. I reperti infatti sono tutti a sfondo erotico e sessuale mostrando ad esempio peni in erezione e posizioni sessuali in colori forti. La città di Pompei infatti, sembrava essere orientata verso una generale considerazione favorevole in materia sessuale. Vi erano anche graffiti che avvisavano gli stranieri che se qualcuno fosse interessato a qualche tenero amore la città era predisposta di ragazze assai gentili.
Altri autori dal tema ormai comune
Partendo allora da tempi lontani ci si avvicina ai giorni nostri attraverso l’arte di molti artisti con il medesimo tema. Le puttane infatti sono espressamente richieste non da committenti o compratori ma dall’artista stesso per avvicinarsi alla realtà e al mondo circostante. Mondo fatto spesso di locande, giochi, bevute ed infine prostitute. Così fa anche Tiziano nella sua “Venere d’Urbino”. Tiziano Vecellio, noto artista cinquecentesco infatti, ha trasfigurato la nella Venere una nota meretrice cara all’autore. Venere che infatti ha destato non poco stupore a suo tempo con la sua immagine di nudo, andando oltre la pudicizia e agli ideali cinquecenteschi.
Procedendo in questa rassegna di puttane nell’arte da Caravaggio a Picasso non si può che parlare del fatto che nel ‘700 si ebbe un vero e proprio sdoganamento della musa-puttana. Il caso più celebre è sicuramente quello dell’ “Olympia” di Tiziano, facilmente comparabile alla Venere di Tiziano. Édouard Manet infatti, rifacendosi a Tiziano e alla Maya desnuda di Francisco Goya, crea durante il periodo dell’ impressionismo “Olympia”. Questo capolavoro scandalodoso vede la prostituta Victorine Meurent su un letto sfatto. Intanto una serva le porge un mazzo di fiori donatole da un corteggiatore dietro la tenda che fa da sfondo. Quest’opera portò allora Manet sul patibolo delle accuse.
Dal ‘700 l’anti pudicizia diventa cliché
Altro quadro scandalo è quello del pittore francese Henri Gervex, autore nel 1878 di “Rolla”. L’autore era affermato ma il contenuto del quadro ritenuto comunque immorale. Gervex si era infatti ispirato ad un poema che narra la storia di un borghese, Rolla, innamoratosi di una fanciulla quindicenne. Questa però si doveva prostituire per necessità e raffigurata nuda su un letto disfatto mentre Rolla la osserva. Nello stesso anno si può collocare anche l’opera “Le client” di Jean-Louis Forain. Quest’opera al tempo riscosse poco successo e apertamente ignorata nel 1880, durante l’esposizione per la prima volta alla mostra degli impressionisti.
Intanto, sempre in Francia, vi sono Degas e Toulouse-Lautrec che tentano di raffigurare il mondo delle prostitute. Degas ha voluto mostrare all’ osservatore la noia del lavoro, la mancanza di sensualità e la mercificazione del corpo. Lautrec invece ha un approccio differente. Egli infatti, a causa della sua bassa statura, si sentiva al margine della società, proprio come le prostitute. E allora tra lui e le prostitute della maisons closes si instaurò un rapporto di amicizia disinteressata, comprensione reciproca e vicinanza genuina. Tra i soggetti da lui maggiormente raffiguranti vi è la cantante Yvette Guilbert. La differenza sostanziale però tra Degas e Lautrec è che Degas si era limitato a frequentare i bordelli mentre Lautrec viveva al loro interno, venendo anche coinvolto emotivamente.
Le prostitute nell’Italia di Telemaco Signorini
Anche l’italiano Telemaco Signorini, esponente del gruppo dei macchiaioli, affrontò tale tema. Si nota ad esempio nella “Toeletta del mattino” del 1898. Il quadro mostra un influsso della pittura impressionista e la rappresentazione di una scena di risveglio in un bordello. In questo bordello fiorentino si vedono le prostitute in procinto di prepararsi e vestirsi dopo il risveglio mattutino.
Per saperne di più sull’opera:
• La toilette del mattino di Telemaco Signorini
Picasso e la svolta delle Demoiselles d’Avignon
Il quadro, realizzato tra il 1906 e il 1907 è il primo quadro cubista. Emergono cinque prostitute in una casa di tolleranza a Barcellona che Picasso stesso frequentava. L’artista attua una schematizzazione geometrica delle forme, definite da contorni spigolosi, con volti stilizzati, innaturali e sfigurati, corpi taglienti e lineamenti acuminati e asimmetrici. Le ragazze sembrano essere inserite all’interno di una scena teatrale, per via della tenda-sipario sulla sinistra, rappresentate così come si pongono dinanzi ai clienti prima di essere scelte. Caravaggio e Picasso allora ci fanno capire che il tema persiste e probabilmente per sempre persisterà nelle menti degli artisti che, in epoche, tonalità e tecniche differenti, vogliono rappresentare la medesima cosa: le puttane nell’arte.
Micol Landi
Leggi anche:
- Censurato Ultimo Tango a Parigi: ballare sull’orlo dell’oscurantismo
- Canzoni per puttane
- Cent’anni di solitudine su Netflix
- Tinder e le app di incontri non piacciono alla Gen Z
- Morto Milan Kundera: addio a un grande maestro della letteratura
- Eros e pathos a Pompei, ecco il carro della sposa

