Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York: vince le elezioni con il 51% dei voti e supera l’ex governatore Andrew Cuomo. Mamdani, 34 anni, è il primo sindaco mulsulmano della storia di New York, il più giovane dell’ultimo secolo. “Sono un musulmano, sono un socialista democratico, e mi rifiuto di scusarmi per questo” – ha dichiarato con forza dopo la sua vittoria. La campagna del socialista democratico ha saputo coinvolgere un elettorato multiculturale ed eterogeneo, nonostante Trump abbia cercato di ostacolarlo. “So che ci stai guardando, alza il volume“, ha affermato Mamdani rivolgendosi a Trump durante il discorso dopo il suo successo.
La politica rivoluzionaria di Mamdani
Nel corso della campagna elettorale, Mamdani è sceso in piazza, ha girato per la città ed è stato al fianco della gente. Senza risparmiarsi, ha dimostrato di rappresentare una politica rivoluzionaria, perché al servizio delle difficoltà più comuni, perché è partito dal basso dando voce alle tante problematiche strutturali dei newyorkesi. Il suo programma infatti, prevede l’assistenza gratuita per l’infanzia, la messa a disposizione di bus pubblici e veloci, la costruzione di supermercati finanziati dal comune.
Tra le proposte vi sono anche l’ innalzamento del salario minimo entro il 2030, la tutela dei poveri e degli immigrati e la possibilità di “congelare” gli aumenti degli affitti, poiché a New York gli affitti sono diventati esorbitanti. Per realizzare e finanziare le misure del suo programma, Mamdani ha proposto di razionalizzare la spesa pubblica e aumentare le tasse delle classi sociali più ricche.
Il successo dello stile comunicativo di Mamdani
La campagna del socialista democratico è stata caratterizzata da un linguaggio semplice, diretto, rivolto unicamente ai cittadini e alla volontà di migliorare le loro condizioni di vita. Probabilmente è stata questa la chiave del suo trionfo, una comunicazione senza fronzoli, senza ideologie e accessibile a tutti.
La sua politica progressista e i suoi messaggi sono coerenti con il suo passato, in quanto Mamdani si è occupato di cause sociali riguardanti la giustizia abitativa, i diritti dei migranti e le diseguaglianze culturali.
Diverse sono le etichette associate alla figura di Zohran Mamdani: radicale, di estrema sinistra, comunista, antisemita. Tuttavia, il suo modo di fare politica ha avuto la meglio, raggiungendo un’ampia fetta di elettori che spera in un cambiamento, che grazie a Mamdani crede finalmente nella possibilità di uscire fuori da un periodo storico oscuro e ostile.
A proposito di comunicazione, è interessante notare che la moglie di Mamdani, Rama Duwaji, attivista e illustratrice siriano-americana, si è tenuta lontana dalla campagna elettorale del marito, non ha fatto propaganda e non ha rilasciato interviste. Rama Duwaji ha 28 anni ed è la prima “first lady” della Generazione Z di New York. Ma non è una first lady che fa da contorno nella vita del marito, è un’artista con un’identità solida, una donna forte che attraverso le sue illustrazioni veicola messaggi politici fondati sulla giustizia sociale.
Il diritto di sognare
Il giovane progressista vuole restituire e garantire ai cittadini newyorkesi il diritto alla dignità, vuole tutelare e difendere la vita di chi vive ai margini, di chi pur lavorando versa in una condizione di precarietà e di sopravvivenza.
Il modello che incarna il nuovo sindaco 34enne di New York fa ben sperare in una politica che adempie al suo significato, ovvero quello di prendersi cura delle persone, di favorire il bene comune, e tutto questo prescinde dall’essere di destra o di sinistra. Non è questione di orientamento politico, ma di orientamento umanistico, che è – anzi dovrebbe essere – il senso del vivere in società.
Mamdani non ha raccolto consensi, ha “raccolto” i semi del suo agire politico, un agire rivoluzionario perché ha messo al centro i bisogni dei cittadini e ha posto da parte la retorica e il capitalismo.
La sua elezione costituisce un segnale potente di cambiamento, di ri-appropriazione del sogno (anche sognare è un diritto) che consente alle persone di immaginare una realtà diversa, un futuro migliore rispetto ai limiti del presente che stanno vivendo. L’immaginario odierno si è disabituato a questo modo di fare politica, ed è per questo che il volto e la voce di Mamdani hanno superato i confini newyorkesi, facendo ben sperare in una società fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sul bene comune.
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