Downing Street ha annunciato che il Re ha approvato la nomina di Dame Sarah Mullally, attuale vescovo di Londra, come prossima arcivescovo di Canterbury. La formula è quella prevista dal diritto ecclesiastico inglese. Il Sovrano, su consiglio del Primo Ministro, approva il nome indicato dalla Crown Nominations Commission e lo trasmette al capitolo di Canterbury per l’elezione formale. La notizia segna un passaggio storico per la Chiesa d’Inghilterra, perché per la prima volta una donna è designata alla cattedra di Sant’Agostino dopo più di un millennio di storia. Di fatto Sarah Mullally è la prima donna a diventare la guida spirituale di una religione monoteista.
Sarah Mullally nuovo arcivescovo Canterbury: come funziona l’elezione
La Crown Nominations Commission guida la selezione, propone il candidato al Primo Ministro, il Sovrano approva e rilascia il cosiddetto congé d’élire. Il College of Canons della Cattedrale di Canterbury procede quindi all’elezione canonica, seguita dalla conferma dell’elezione e dall’insediamento liturgico. Questa distinzione è essenziale anche sul piano terminologico, perché evita inesattezze giuridiche e storiche nella titolazione e nel racconto.
E’ molto importante ricordare che il capo della Chiesa d’Inghilterra è il monarca britannico
Dal 1534 porta il titolo di Governatore Supremo della Chiesa. Questo ruolo, introdotto da Enrico VIII con l’Atto di Supremazia, sancisce che la Chiesa anglicana è chiesa di Stato. Il sovrano non esercita funzioni spirituali, ma ha la responsabilità formale di garantire la dottrina ufficiale e di approvare le principali nomine ecclesiastiche. Oggi questa funzione è ricoperta da Re Carlo III. L’arcivescovo di Canterbury è invece il Primate di tutta l’Inghilterra e la guida spirituale della Chiesa. Ha il compito di presiedere i sinodi, consacrare i vescovi, essere punto di riferimento per la vita religiosa interna e rappresentare la Comunione anglicana a livello mondiale. La sua autorità è di natura pastorale e simbolica, distinta da quella giuridica e istituzionale che spetta al sovrano.
Chi è Sarah Mullally
Sessantatré anni, origini nel Surrey, una prima carriera nella sanità pubblica che l’ha portata a capo degli infermieri d’Inghilterra tra il 1999 e il 2004. Ordinata presbitero, è stata vescovo di Crediton e dal 2018 guida la diocesi di Londra, terza carica della Chiesa d’Inghilterra. Ha maturato profilo istituzionale, presenza nella Camera dei Lord e un curriculum segnato da attenzione a sanità, tutela dei vulnerabili, integrità amministrativa. La competenza in materia di safeguarding e gestione delle crisi sarà cruciale nel nuovo ruolo.
La Chiesa d’Inghilterra ha aperto all’episcopato femminile nel 2014
La designazione di Mullally alla sede di Canterbury è il naturale approdo di quel percorso ed è letta come segnale di fiducia nella leadership femminile ai livelli più alti. L’arcivescovo di Canterbury ha un peso che va oltre i confini nazionali, dato che presiede simbolicamente la Comunione anglicana mondiale. La scelta avrà quindi eco ecumenica e geopolitica religiosa, oltre a impatto interno sul dibattito ecclesiale.
La Comunione anglicana vive da anni una frattura tra aree più conservatrici e aree più riformatrici su benedizioni delle coppie dello stesso sesso, ruolo delle donne, disciplina comune. La gestione trasparente della prevenzione degli abusi, il calo della partecipazione, la sostenibilità economica delle diocesi e la semplificazione delle strutture pesano sull’agenda del prossimo primate. Alcuni gruppi anglicani del Sud globale hanno già espresso riserve sulla scelta, che andranno affrontate con diplomazia, ascolto e chiarezza dottrinale.
Dopo l’elezione da parte del capitolo di Canterbury e la conferma legale, è previsto l’insediamento liturgico nella primavera 2026 presso la Cattedrale di Canterbury. La cronologia completa verrà definita con gli atti canonici successivi al via libera reale e alla comunicazione ufficiale della Chiesa d’Inghilterra. L’ufficio del Primo Ministro ha specificato che la nomina avviene “in sostituzione” di Justin Welby, dimessosi nel 2024 in seguito alle risultanze su casi di safeguarding, chiudendo una lunga fase di transizione.
La figura dell’arcivescovo di Canterbury è il ponte tra istituzioni civili e vita delle comunità locali
In un Regno Unito che cambia, la capacità di parlare a una società secolarizzata, guidare la riforma della governance ecclesiale e rilanciare il ruolo pubblico della Chiesa saranno parametri concreti per valutare il nuovo ministero. Sul piano internazionale, la tessitura di relazioni nella Comunione e il dialogo ecumenico con Roma e con le altre confessioni cristiane saranno un banco di prova immediato.
Francesca Rampazzo
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