Maggio 29, 2024
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Esiste un’etica del Primo Maggio? E un’estetica? Ha ancora senso in Italia un concerto che ha smarrito, se mai l’avesse avuto, il senso etico ed estetico di una festa che è soprattutto un momento di riflessione, un’occasione per celebrare i diritti dei lavoratori e le conquiste del movimento sindacale. Ecco sotto questo punto di vista i sindacati continuano a tradire il primo maggio e se stessi.

Perchè in occasione del Primo Maggio i sindacati continuano a tradire se stessi?

Il discorso va afrrontato sotto più punti di vista. Due in particolare: l’etica legata all’evento e l’estetica. Prima di addentrarmi in ciò, vorrei fare un escursus sugli artisti che parteciperanno all’evento e sui principali sponsor del concerto.

Ad alternarsi sul palco di Piazza San Giovanni in Laterano circa 50 artisti in un mix tra artisti italiani più conosciuti e giovani emergenti. Tra questi i vincitori del Contest 1MNEXT Etta, Mannini e Still Charles.

Direttamente da Sanremo 2023, arriveranno sul palco Lazza, Coma_Cose, Ariete, Mr.Rain, Tananai, Mara Sattei, Levante, Ariete. In scaletta anche Geolier, Emma e Matteo Paolillo di Mare Fuori. E poi, Carl Brave, Francesco Gabbani, Piero Pelù con Alborosie, Righeira, Il Tre, Baustelle, Aiello, Rocco Hunt, Bnkr44, Gaia, Alfa, Giuse The Lizia, Fulminacci, Mille, Neima Ezza, Rose Villain, Wayne, Ciliari, Tropea, Napoleone, Uzi Lvke, L’Orchestraccia, Epoque, Ginevra, Serendipity e Paolo Benvegnù.

L’opening del concerto, invece, sarà affidato a Leo Gassmann, Iside, Savana Funk, Camilla Magli, Wepro. A condurre per la sesta volta consecutiva sarà Ambra Angiolini affiancata questa volta da Biggio membro del duo comico I soliti idioti e spalla di Fiorello nel programma del mattino Viva Rai 2.

Gli sponsor principali del concerto del Primo Maggio

I main sponsor dell’evento sono Intesa San Paolo e Unipol. Ma nella lista troviamo anche la Siae (sic), Eni e Just eat. Non è la prima volta che brand polarizzanti sponsorizzano il concerto. Basti pensare alla Coca-Cola, scelta che suscitò le critiche dei movimenti no-global. Eni, scelta criticata per le implicazioni etiche e sociali della produzione di petrolio e gas. Barilla, suscitando le critiche di alcune organizzazioni LGBT e di difesa dei diritti civili. Fino ad arrivare a CA (Fiat Chrysler Automobiles), l’azienda automobilistica italo-americana simbolo del potere PADRE PADRONE in Italia e oggi accusata di promuovere un modello di sviluppo basato sull’uso dell’automobile e sull’espansione delle autostrade.

Ma è su Just Eat e su ciò che rappresenta che vorrei soffermarmi

L’azienda rappresenta il settore food-delivery e, di conquegueza il pensiero non può andare che ai rider. Il food-delivery è un settore che da anni ha praticamente sdoganato la legalizzazione del cottimo e del caporalato. Pensare che il caporalato e lo sfruttamento lavorativo riguardino solo il settore agricolo e le zone rurali del nostro Paese è un errore. I recenti provvedimenti giudiziari sull’intermediazione illecita in danno dei rider del food delivery hanno svelato l’esistenza di pratiche di sfruttamento lavorativo anche nell’ambito della gig economy

I giudici hanno dimostrato come dietro ai servizi forniti tramite piattaforma digitale possano celarsi penetranti ingerenze ed abusi nell’organizzazione e nella gestione dell’attività lavorativa dei rider

Questi ultimi, ingaggiati con contratti di lavoro autonomo occasionale, venivano obbligati a turni di lavoro massacranti, sanzionati in caso di comportamenti sgraditi al committente e messi in pericolo nella loro integrità psico-fisica.

Inoltre i rider vittime di caporalato e sfruttamento erano in gran parte stranieri, richiedenti protezione internazionale e residenti in centri di accoglienza; dunque soggetti particolarmente fragili, vulnerabili e più facilmente ricattabili per ragioni legate alla regolarità del loro soggiorno nel territorio dello Stato.

E’ eticamente accettabile che alcuni brand facciano da “padrini” al concerto del Primo Maggio? E questo cast artistico?

Non esiste una tipologia specifica di artista che debba suonare alla festa dei lavoratori, ma potremmo individuare alcune caratteristiche:

  • Impegno sociale: gli artisti che partecipano alla festa dei lavoratori spesso hanno un forte impegno sociale e si battono per la giustizia sociale, la difesa dei diritti dei lavoratori e la tutela dell’ambiente.
  • Sensibilità politica: gli artisti che suonano alla festa dei lavoratori spesso hanno una sensibilità politica e sono impegnati nella promozione dei valori di solidarietà, partecipazione e democrazia.
  • Contenuto dei testi: gli artisti che partecipano alla festa dei lavoratori spesso hanno testi impegnati e contestuali, che parlano di questioni sociali e politiche e che cercano di trasmettere messaggi di denuncia e di speranza.
  • Genere musicale: non esiste un genere musicale specifico che debba essere suonato alla festa dei lavoratori, ma spesso vengono scelti artisti che rappresentano il popolo e che suonano musica popolare o di protesta.

In generale, gli artisti che partecipano alla festa dei lavoratori dovrebbero rappresentare la voce e le istanze dei lavoratori e delle lavoratrici, promuovendo la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente. La scelta degli artisti dovrebbe essere fatta in modo trasparente e rispettando i valori di partecipazione, democrazia e solidarietà che sono alla base della festa dei lavoratori.

Tutto ciò, da quel che vedo, sarà assente sul palco del concerto del Primo Maggio.

Giovanni Scafoglio

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