Alien: Earth – Un capitolo degno dell’originale cult di Ridley Scott

Alien: Earth – Un capitolo degno dell’originale cult di Ridley Scott. La serie soddisfa tutti, senza mai cedere a trovate artificiose

Non c’è nulla che eguagli la paura primordiale che Alien può instillare negli spettatori. Il film originale del 1979 diretto da Ridley Scott è un classico per una ragione: è una lezione magistrale di body horror e terrore da far tremare le ossa, radicata in riflessioni filosofiche e in verità profondamente scomode sull’umanità. Gli alieni xenomorfi, con il loro abbraccio facciale, non sono soltanto spaventosi: sono una violazione, una forza di consumo e annientamento incessante, la cui fredda e inarrestabile fame è l’esatto opposto del calore e della speranza insiti nella condizione umana. Ciò detto, Alien: Earth e una serie tv degna dell’originale di Ridley Scott

Noah Hawley, creatore di Fargo per FX e della visionaria serie sugli X-Men Legion, comprende profondamente ciò che rende gli alieni di Alien tanto spaventosi

Allo stesso modo, intuisce ciò che rende il mondo creato da Scott così irresistibile da volerci tornare film dopo film. La sua serie FX a budget e impatto elevati, Alien: Earth, segna il debutto di Alien sul piccolo schermo ed è un capitolo degno dell’originale. Portando letteralmente la vicenda sulla Terra, la serie riesce a preservare l’estetica e l’atmosfera di Alien, creando al contempo una storia davvero unica e coinvolgente. Alla fine degli otto episodi, un terrore al tempo stesso rassicurante nella sua familiarità e inquietante nella sua novità, potresti provare la stessa sensazione di quando hai visto il film per la prima volta.

Earth ti travolge fin dai primi istanti con tutto ciò che è Alien

descrivendo un mondo capitalista controllato dalle corporazioni anziché dai governi, e portandoci a bordo di una nave di ricerca nello spazio profondo, con capsule per il sonno e un equipaggio cordiale. Niente potrebbe andare storto, con tutte quelle feroci forme aliene a bordo, giusto?

Quando però questa nave spaziale condannata precipita sulla Terra, si ritrova in un mondo in cui le potenti corporazioni competono per trovare una risposta scientifica alla mortalità stessa. Ci sono i “cyborg”, esseri umani modificati con tecnologia; i “synth”, veri e propri robot come l’androide Ash (interpretato da Ian Holm nel film originale); e una nuova categoria di esseri: gli “ibridi”, menti umane trasferite in un corpo sintetico.

Il fastidioso trilionario Boy Kavalier (Samuel Blenkin) sta sperimentando sugli ibridi scaricando cervelli di bambini in corpi adulti. Il primissimo ibrido è Wendy (Sydney Chandler), che si è scelta il nome ispirandosi al personaggio di Peter Pan (l’omaggio alla storia di J.M. Barrie è piuttosto marcato in tutta la trama). Wendy possiede quelle che sembrano capacità fisiche e cibernetiche illimitate, in continua crescita. Quando scopre che suo fratello Hermit (Alex Lawther) è un soccorritore impegnato a indagare sull’incidente della nave contaminata, riesce a farsi assegnare, insieme ai suoi compagni synth, alla missione di ricerca e salvataggio.

La serie mette i vari personaggi umani e umanoidi del cast su una rotta diretta di collisione con la flora e la fauna aliena, decisamente non umana, presenti sulla nave

ci sono alcune creature inventate con grande ingegno, disgustose e sconvolgenti ognuna a modo suo – con ottimi risultati. Tutti vogliono ciò che si trova sull’astronave, per profitto, per scoperta o semplicemente per uccidere e proteggere gli altri. Gli alieni, invece, vogliono soltanto dividere, divorare e distruggere.

Le sceneggiature di Hawley e la sua regia precisa creano, in ogni episodio, una tensione e un senso di inquietudine quasi costanti, stracolmi di azione e violenza. Gli episodi iniziali riescono persino a inserire qualche spiegazione in mezzo al terrore e al caos, ma alla fine della stagione l’adrenalina e il movimento incessanti della trama sono qualcosa da ammirare.

E per chi pensa che tutta questa azione lasci poco spazio a spunti più intellettuali, Earth è profondamente filosofica, a volte in maniera così esplicita da risultare un po’ troppo didascalica. Quando il “synth” dallo sguardo morto di Timothy Olyphant informa Wendy che gli esseri umani, in fondo, sono soltanto cibo, è difficile non avere l’impressione di essere colpiti ripetutamente con il tema della serie.

Chi ha visto Legion di Hawley riconoscerà subito la sua inclinazione a porsi domande su cosa ci renda umani e perché

E i fan delle sue cinque stagioni di adattamenti di Fargo noteranno il gusto per cast numerosi, pieni di personaggi eccentrici e amabili in modi strani e inaspettati. Gli attori che interpretano gli ibridi bambino/adulto non perdono mai la fisicità adolescenziale, anche quando si muovono in corpi a piena altezza. Olyphant e gli altri personaggi umanoidi emanano un’alienità robotica tutta loro. La serie è immersiva già prima che qualche extraterrestre provi ad abbracciarti la faccia.

Earth ha molti padroni a cui rispondere: i fan di Alien, che vogliono un’estensione fedele del loro amato horror; Disney e FX, che cercano un successo capace di attrarre sia gli appassionati della saga cinematografica sia i nuovi spettatori; e, naturalmente, tutto il pubblico che la seguirà. Deve fare tutto questo riuscendo, allo stesso tempo, a raccontare una storia coerente.

La serie soddisfa tutti, senza mai cedere a trovate artificiose o di cattivo gusto, con il celebre mostro dalla testa allungata al centro della scena.

Di certo ti sorprenderai a urlare di fronte agli orrori che lo show riesce a creare.

Cristina Ferrari

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