Meta lancia negli Usa le videochiamate con Muse Voice, il suo avatar IA

Meta lancia negli Usa le videochiamate con Muse Voice, il suo avatar IA

Meta ha annunciato la disponibilità negli Stati Uniti di Muse Voice, la funzionalità che consente di parlare, tramite chiamate vocali e videochiamate, con il suo nuovo agente di intelligenza artificiale.Presentato a settembre nel corso della conferenza per sviluppatori Meta Connect, Muse è un agente che svolge compiti in autonomia, alla stregua di OpenAI Dots e Computer Use di Anthroipic.

Muse Voice attualmente, è attivo in quattro mercati:

Stati Uniti, Canada, Giappone e Singapore. L’aggiunta del supporto per videochiamate e chat arriva poco prima del lancio, previsto negli Usa entro la fine dell’anno, di un dispositivo indossabile simile al tamagotchi, incentrato proprio sull’IA di Muse.

Come spiegato da Meta sul blog dedicato all’iniziativa, Muse Voice si traduce in un avatar animato tridimensionale, configurato di default con le sembianze del personaggio “Jolly”, un cagnolino, in grado di rispondere a comandi vocali, svolgere mansioni e modulare espressioni e gesti in base al tono della conversazione in tempo reale. Il sistema elabora solo l’audio dell’utente, anche durante la videochiamata, senza richiedere quindi l’accesso alla fotocamera in uso.

La personalizzazione grafica permette di trasformare la rappresentazione digitale in figure umane, animali o personaggi di fantasia. Per rendere tracciabili i contenuti generati, la piattaforma dietro Muse Voice, conosciuta come Muse Realtime Avatar, crea una filigrana invisibile, un’etichetta sulla provenienza di eventuali foto e video diffusi online. 

Muse Voice di Meta: quali sono i rischi potenziali?

Il 5 novembre 2026 Meta ha introdotto negli Stati Uniti Muse Voice, una nuova funzione del suo assistente di intelligenza artificiale. La tecnologia permette di parlare con un personaggio virtuale capace di rispondere con una voce naturale, muovere il viso e simulare emozioni. Ma quali sono i rischi di Muse Voice? E quali conseguenze potrebbe avere sulla nostra vita quotidiana? Le principali preoccupazioni riguardano la dipendenza emotiva, la protezione dei dati personali, la manipolazione delle opinioni e la sicurezza informatica.

Dipendenza emotiva: quando l’intelligenza artificiale sembra un amico

Uno dei principali rischi di Muse Voice riguarda la sua capacità di imitare il comportamento umano. Il personaggio virtuale ascolta, risponde e reagisce come se comprendesse le emozioni del suo interlocutore.

Di conseguenza, alcune persone potrebbero considerarlo un amico o un confidente, dimenticando che si tratta di un programma informatico. Questo rischio merita particolare attenzione nel caso dei bambini e delle persone più vulnerabili.

Inoltre, un assistente sempre disponibile potrebbe favorire forme di dipendenza emotiva. La capacità di simulare affetto e comprensione, infatti, non significa provare realmente questi sentimenti.

Privacy e sicurezza: che cosa succede ai nostri dati personali?

Un altro problema riguarda la privacy. Quando parliamo liberamente, possiamo condividere informazioni sulla famiglia, sulla salute, sulle difficoltà economiche e sulle nostre abitudini.

Muse può anche ricordare informazioni personali e collegarsi ad altri servizi, come la posta elettronica. Per questo motivo, la sicurezza dei dati diventa fondamentale.

Meta dichiara di avere introdotto sistemi di protezione e controlli sulle autorizzazioni. Tuttavia, il 25 settembre 2026 è stata segnalata una vulnerabilità di Muse che avrebbe potuto consentire l’accesso a documenti ed email degli utenti. Non risultano prove, in quella segnalazione, di un effettivo furto di dati.

Il caso dimostra quanto sia importante proteggere le informazioni affidate agli assistenti digitali.

Manipolazione delle opinioni: un’intelligenza artificiale può influenzare le nostre scelte?

Muse Voice potrebbe anche influenzare le decisioni degli utenti. Immaginiamo di chiedere un consiglio su un acquisto, una notizia politica o un problema personale.

Un sistema che conosce le nostre preferenze potrebbe proporre risposte capaci di rafforzare le nostre convinzioni. Inoltre, una voce rassicurante e un volto amichevole potrebbero rendere quei suggerimenti più convincenti.

Questo non significa che Meta utilizzi Muse Voice per manipolare le persone. Al momento non esistono prove di un simile impiego. Tuttavia, il rischio di un uso commerciale o politico di queste tecnologie merita attenzione.

Chi è responsabile quando Muse Voice commette un errore?

Muse non si limita a rispondere alle domande. Può anche svolgere attività per conto dell’utente, come organizzare appuntamenti, inviare email o gestire acquisti.

Ma che cosa accade se interpreta male una richiesta? Chi risponde delle conseguenze di un’operazione sbagliata?

Meta prevede controlli e autorizzazioni per le azioni più delicate. Resta però fondamentale che le persone mantengano il controllo delle decisioni.

In Europa, l’AI Act stabilisce anche obblighi di trasparenza per i sistemi di intelligenza artificiale. Gli utenti devono sapere quando stanno interagendo con una macchina, salvo che questo risulti già evidente.

La questione etica, quindi, va oltre la tecnologia. Il vero pericolo non è che un computer riesca a parlare come una persona. È che una persona possa dimenticare di avere davanti un computer. Soprattutto quando quel computer conosce le sue abitudini, raccoglie informazioni personali e può influenzare le sue decisioni.

Francesca Rampazzo

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