Oltre 1.500 esperti chiedono di fermare lo sviluppo della vera intelligenza artificiale (AGI)

Cos’è l’AGI: Artificial General Intelligence ossia l'intelligenza artificiale VERA che ancora non esiste e che i vorrebbero vendere come iA

Geoffrey Hinton, Yoshua Bengio e Steve Wozniak sono tra le oltre 1.500 voci che chiedono di fermare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Scienziati, accademici, imprenditori e figure politiche di primo piano hanno firmato un appello che mette in guardia contro una corsa tecnologica ormai fuori controllo. Hinton, premio Turing ed ex ricercatore di Google, è considerato il padre del deep learning; Bengio, docente all’università di Montréal, è tra i ricercatori più citati al mondo; Wozniak, cofondatore di Apple, rappresenta l’anima storica dell’innovazione digitale. Insieme chiedono di sospendere la creazione di sistemi sempre più potenti finché non sarà dimostrato che l’intelligenza artificiale può essere sviluppata in modo sicuro, controllabile e orientato al bene dell’umanità. Da notare come molte testate giornalistiche italiane utilizziono scorrettamente il termine “super intelligenza artificiale” quando di fatto gli scienziati parli di AGI ossia dell’intelligenza artificiale, quella vera, che in pratica non è ancora stata inventata.

Il documento del Future of Life Institute è breve, ma taglia dritto: chiede di fermare, almeno per un periodo, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale più avanzata

Non si tratta di un rifiuto della tecnologia, ma di un avvertimento. Gli autori parlano di una corsa fuori controllo, dove laboratori e aziende spingono modelli sempre più potenti senza sapere davvero come reagiranno.

Nel testo si legge che questi sistemi, capaci di scrivere, analizzare, creare immagini o codice, stanno raggiungendo un livello di complessità che nessuno riesce più a prevedere. Ecco perché, scrivono, servono regole comuni e test di sicurezza prima di andare oltre. L’appello chiede una sospensione di almeno sei mesi nello sviluppo dei modelli superiori a GPT-4, finché non sarà possibile verificarne il comportamento in modo indipendente.

Non è una richiesta di censura, ma di cautela. Gli scienziati vogliono che governi, università e aziende stabiliscano standard chiari e condivisi. Vogliono sapere chi controlla, chi decide, chi risponde degli effetti collaterali. E ricordano che un sistema capace di influenzare l’economia, la politica e la percezione della realtà non può essere lasciato soltanto nelle mani del mercato.

Il testo si chiude con un richiamo sobrio ma preciso:

“L’umanità può godere di un futuro prospero insieme all’intelligenza artificiale. Dopo aver creato sistemi potenti, possiamo ora vivere una ‘estate dell’AI’, raccogliendone i frutti, progettandoli per il beneficio di tutti e dando alla società il tempo di adattarsi. La società in passato ha già premuto pausa su altre tecnologie con effetti potenzialmente catastrofici. Possiamo farlo anche qui. Godiamoci una lunga estate dell’AI, senza precipitarci impreparati in un autunno.”

Delle differenze tra iA generative e AGI abbiamo già parlato in tempi non sospetti

Ne scrivemmo in questo articolo: Cos’è l’AGI: Artificial General Intelligence e perché dimostra che l’iA non esiste (ancora) su Ecorandagio nel dicembre 2024 e ne: L’intelligenza artificiale non esiste

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