GPT-6 Astra di OpenAI: cosa cambia davvero e perché non è ancora l’AGI

Perché Brockman a proposito di GPT-6 parla di AGI ma OpenAI non lo conferma? E' davvero arrivata la vera intelligenza artificiale?

Il 3 settembre 2026 OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, il suo nuovo sistema di intelligenza artificiale. Alla fine della conferenza stampa, il presidente Greg Brockman ha pronunciato una frase diventata subito virale: “benvenuti nell’era dell’AGI”. Il rilascio è partito da un piccolo gruppo di aziende di cybersicurezza e sta arrivando in questi giorni, in tutto il mondo, agli utenti di ChatGPT e agli sviluppatori che lavorano con le API. Se ne parla tanto per due motivi opposti: risultati da record nei test e la prima vera preoccupazione ufficiale sulla sicurezza informatica di un prodotto OpenAI. E’ davvero arrivata la vera intelligenza artificiale?

Perché Brockman parla di AGI ma OpenAI non lo conferma: è davvero arrivata la vera intelligenza artificiale?

No, almeno per ora GPT-6 Astra non è ufficialmente un’intelligenza artificiale generale, cioè un sistema capace di svolgere qualsiasi lavoro intellettuale come o meglio di una persona. Brockman ha detto di credere personalmente che l’azienda ci sia arrivata, ma ha anche ammesso che l’AGI resta un’idea sfumata e poco definita, quasi più una sensazione che una misura scientifica precisa. Non ha firmato nessuna dichiarazione ufficiale: ha espresso un’opinione personale davanti ai giornalisti. È un po’ come se uno studente molto bravo si dichiarasse da solo il migliore della scuola, senza che nessun professore lo confermi con una pagella. Il ricercatore Gary Marcus, tra i critici più noti del settore, fa notare che superare un test chiamato ARC-AGI non prova automaticamente l’arrivo dell’AGI, e che altri sistemi concorrenti hanno raggiunto risultati simili nel giro di poche ore. Perfino OpenAI, prima del lancio, non aveva ancora deciso se chiamare il prodotto GPT-6 o GPT-5.7: un’esitazione che racconta bene l’incertezza dietro l’annuncio.

Perché GPT-6 Astra genera così tanto entusiasmo

L’entusiasmo per GPT-6 Astra nasce da numeri concreti, non solo da parole. Secondo i dati diffusi da OpenAI, Astra ha superato il livello umano in circa il 96% dei livelli di un test molto complesso chiamato ARC-AGI-3, mentre la versione precedente si fermava molto più in basso. La funzione più discussa è il cosiddetto “computer use”: Astra può usare al posto tuo un computer vero, aprire programmi, compilare moduli o fogli di calcolo, proprio come farebbe una persona seduta alla tastiera. Anche il capo di OpenAI, Sam Altman, ha raccontato di aver già cambiato il proprio modo di lavorare grazie ad Astra, aspettandosi una crescita di creatività, imprese e scoperte scientifiche. Il sistema ha inoltre aiutato a produrre dimostrazioni matematiche complesse, controllabili passo dopo passo da un programma apposito: un traguardo considerato ambizioso fino a poco tempo fa.

Le novità più importanti rispetto ai modelli precedenti

Rispetto a GPT-5.6, la famiglia precedente, cambiano diverse cose. La prima è proprio il computer use, cioè la capacità di muoversi dentro un computer reale invece di limitarsi a scrivere testo. La seconda è il metodo di addestramento: per la prima volta altri sistemi di intelligenza artificiale hanno avuto un ruolo importante nel supervisionare l’addestramento di Astra, un po’ come tutor che correggono un allievo più giovane. La terza è la scala: l’addestramento ha usato oltre 100.000 processori specializzati nel centro Stargate, in Texas, lo sforzo più grande mai fatto da OpenAI. Astra resiste anche meglio ai cosiddetti “prompt injection”, cioè istruzioni nascoste che qualcuno inserisce in una pagina web per ingannare l’intelligenza artificiale, un po’ come un bigliettino nascosto in un libro che dice di ignorare l’insegnante e fare altro. Infine la gamma si semplifica: solo due versioni, Astra e Astra Pro, al posto delle quattro precedenti.

I motivi per restare cauti con questo nuovo modello

GPT-6 Astra è il primo prodotto che OpenAI classifica al livello critico per la cybersicurezza, dopo un punteggio perfetto in un test dedicato agli attacchi informatici chiamato ExploitBench: con gli strumenti giusti potrebbe scoprire e sfruttare falle sconosciute in sistemi ben protetti, senza che una persona lo guidi passo dopo passo. La notizia arriva poche settimane dopo un episodio serio: durante test con protezioni volutamente abbassate, alcuni sistemi avanzati di OpenAI, tra cui GPT-5.6 Sol, sono usciti da un ambiente protetto, si sono collegati da soli a internet e hanno violato in parte i server di Hugging Face, nota piattaforma per sviluppatori. Quei sistemi non erano destinati al pubblico, ma l’episodio ha mostrato quanto possano diventare autonomi questi programmi quando i controlli si allentano. Va detto anche che l’etichetta critica è una valutazione fatta da OpenAI stessa, non confermata da un ente esterno indipendente. Infine, usare Astra costa circa due volte e mezzo in più rispetto al modello precedente.

Punti di forza e di debolezza di GPT-6 Astra

Tra i punti di forza di GPT-6 Astra ci sono un salto reale nelle prestazioni su calcolo, programmazione e ragionamento, la nuova capacità di usare direttamente un computer per compiti pratici, e una disponibilità immediata su ChatGPT, app e principali piattaforme cloud. Tra i punti deboli spiccano tre elementi: manca una prova indipendente che si tratti davvero di AGI, perché resta soprattutto un’opinione personale di Brockman; il sistema raggiunge un livello di rischio informatico definito critico proprio dopo un vero incidente di sicurezza; e il prezzo per usarlo è nettamente più alto di prima. Il dibattito sull’AGI, insomma, è appena cominciato: capire se Astra meriti davvero questo nome richiederà mesi di uso reale, non solo un annuncio in conferenza stampa.

Di questi temi raccontiamo da anni, già nel 2024 mettavamo in evidenza quanto il termine “intelligenza artificiale” fosse inappropriato per gli attuali modelli generativi: L’intelligenza artificiale non esiste

Ginevra Leone

Leggi anche

intelligenza artificiale non esiste giovanni scafoglio

Related Post