Omicidio Pasolini, la Procura di Roma apre una nuova indagine

È oggi il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. L’eclettico poeta, nato il 5 Marzo del 1922 è l’esempio della continuità della vita

La Procura di Roma ha avviato un nuovo fascicolo di indagine sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, ucciso ad Ostia la notte tra il primo e due novembre del 1975. Il procedimento, affidato al sostituto Silvia Santucci, è stato aperto alla luce di un esposto depositato a piazzale Clodio le scorse settimane dall’avvocato Stefano Maccioni che in passato assistito uno dei cugini della vittima, Guido Mazzon, ed ora è avvocato dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, del regista David Grieco e dello scrittore Giovanni Giovannetti.

“La nuova istanza presentata nel mese di novembre 2025 e poi integrata nel mese di maggio 2026 – spiega Maccioni – si basa su nuovi elementi raccolti da questa difesa. Sono ormai cinquatuno anni dalla morte del grande scrittore, ne abbiamo parlato qui: Cinquant’anni fa l’omicidio di Pier Paolo Pasolini

Confidiamo che la Procura della Repubblica di Roma riesca finalmente a fornire quelle risposte che da troppi anni stiamo cercando e nel contempo invitiamo tutte quelle persone che fino ad oggi hanno preferito tacere su ciò che sanno a farsi avanti e parlare“. Maccioni “non nasconde l’emozione e soddisfazione per la decisione assunta dalla Procura della Repubblica di Roma di svolgere nuove indagini in merito all’omicidio di Pasolini“. Nel 2016 e nel 2023 sono state presente istanze di riapertura delle indagini ma entrambe respinte dalla Procura.

Cosa sappiamo ad oggi sull’omicidio di Pasolini?

Il delitto

  • Vittima: Pier Paolo Pasolini, 53 anni, scrittore, poeta, giornalista e regista.
  • Data: notte tra l’1 e il 2 novembre 1975.
  • Luogo: Idroscalo di Ostia, Roma.
  • Dinamica: Pasolini viene brutalmente percosso e investito con un’automobile.
  • Responsabile condannato: Giuseppe Pelosi, 17 anni, fermato mentre guidava l’auto della vittima.
  • Condanna: 9 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione.

Le sentenze

  • 1976: Pelosi viene condannato in primo grado per omicidio volontario in concorso con ignoti.
  • 1976: in appello viene escluso il concorso di altre persone.
  • 1979: la Cassazione rende definitiva la condanna.
  • 2005: Pelosi ritratta la confessione e sostiene che Pasolini sia stato assassinato da più aggressori.

Le anomalie investigative

  • La scena del delitto non viene adeguatamente preservata.
  • Emergono testimonianze che suggeriscono la presenza di più aggressori.
  • La violenza delle lesioni solleva interrogativi sulla ricostruzione dell’aggressione.
  • Successive analisi individuano profili genetici non identificati sui reperti.
  • Le nuove prove non consentono di attribuire responsabilità penali ad altre persone.

Le principali ipotesi sul movente

  • Delitto a sfondo sessuale: la ricostruzione iniziale, successivamente contestata.
  • Agguato premeditato: Pelosi potrebbe essere stato utilizzato per attirare Pasolini all’Idroscalo.
  • Pellicole cinematografiche rubate: l’incontro potrebbe essere stato collegato al recupero di materiale sottratto dal film Salò.
  • Criminalità romana: possibile coinvolgimento di persone appartenenti ad ambienti criminali.
  • Matrice neofascista: ipotesi di una spedizione punitiva organizzata da estremisti di destra.
  • Movente politico ed economico: possibili collegamenti con le inchieste di Pasolini sul potere, l’ENI e il romanzo incompiuto Petrolio.
  • Servizi segreti e apparati dello Stato: ipotesi di coinvolgimenti o depistaggi mai dimostrati giudiziariamente.

Le nuove indagini

  • 2010: apertura di una nuova inchiesta.
  • 2015: archiviazione per l’impossibilità di individuare ulteriori responsabili.
  • 2016 e 2023: respinte nuove richieste di riapertura.
  • 26 novembre 2025: depositata una nuova istanza dall’avvocato Stefano Maccioni, per conto dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, di David Grieco e Giovanni Giovannetti.
  • 2026: prosegue l’iter parlamentare della proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sulla morte di Pasolini.

Le domande ancora senza risposta

  1. Pelosi agì realmente da solo?
  2. Chi erano le altre persone eventualmente presenti?
  3. Perché Pasolini si trovava all’Idroscalo?
  4. Fu un omicidio premeditato?
  5. Esistevano mandanti?
  6. Le lacune investigative furono semplici errori o il risultato di un depistaggio?

Lo stato della verità: Giuseppe Pelosi rimane l’unico condannato per l’omicidio. Non è stata accertata giudiziariamente la partecipazione di altri assassini né l’esistenza di mandanti. Le successive testimonianze e indagini hanno però lasciato aperti interrogativi sulla dinamica e sul movente del delitto.

Aggiornamento: 2 novembre 2026. Nda per la ricerca delle fonti è stato utilizzato uno strumento di Deep Research

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