Immagina di dire “Ehi, diamo inizio alle danze” al telefono e di lasciare che sia lui a rispondere alle email, iscrivere i figli a calcio e comprare zaini e quaderni. È la promessa di Muse AI, l’assistente personale con intelligenza artificiale lanciato da Meta l’8 settembre 2026 negli Stati Uniti e in Canada. Dietro il progetto ci sono Mark Zuckerberg e Alexandr Wang, capo dell’intelligenza artificiale dell’azienda. In 22 giorni l’app ha superato i 5 milioni di download, più in fretta di ChatGPT, Grok e Claude, secondo la società di analisi Sensor Tower. Perché conta? Perché Muse non si limita a rispondere, agisce al posto dell’utente, e potrebbe cambiare il destino di Meta.
Che cos’è Muse AI di Meta e come funziona
Muse AI è un agente personale. Un normale chatbot ti risponde a parole, un agente invece fa cose. Secondo Meta può inviare email, prenotare viaggi, compilare moduli, fare acquisti e gestire i dispositivi della casa. Funziona grazie a Muse Spark, la famiglia di modelli di intelligenza artificiale sviluppata dal gruppo di Wang.
Si può usare dall’app per iPhone e Android, dal sito muse.ai oppure da WhatsApp. Serve un account Meta e bisogna essere maggiorenni. Per ora non è disponibile in Italia né in Europa, ma solo negli Stati Uniti e in Canada. Meta non ha ancora annunciato quando arriverà altrove.
Lo spot tv e il gancio sul pubblico americano
Secondo il racconto dello spot circolato in questi giorni, una giovane donna affetta un’arancia e prepara un cocktail, mentre il telefono lavora per lei. Risponde alle email, iscrive i figli a calcio, compra il materiale scolastico. Poi lei dice “Ehi Muse, diamo inizio alle danze” e la scena si sposta su una cena con gli amici. La scritta finale è semplice: l’intelligenza artificiale si dà da fare per te. Il messaggio funziona perché mostra un vantaggio concreto, più tempo libero.
Un esordio da record, con qualche precisazione
I numeri sono impressionanti, ma vanno letti con attenzione. Nei primi sei giorni l’app aveva fatto circa 902.000 download. Il primo giorno su iPhone negli Stati Uniti erano stati solo 83.000, meno del debutto di Meta AI. Poi la crescita è esplosa, anche grazie alla promozione fatta alla conferenza Connect. In due settimane si è arrivati a circa 2,8 milioni di download, e in 22 giorni a oltre 5 milioni.
Per capire quanto sia veloce, guarda il tempo che hanno impiegato gli altri per raggiungere la stessa soglia negli Stati Uniti, secondo Sensor Tower:
- ChatGPT: 56 giorni
- Grok: 103 giorni
- Claude: 492 giorni
Attenzione però, perché le stime cambiano da società a società. Apptopia parlava di 4,3 milioni di download in un momento in cui Appfigures ne contava circa 2,3 milioni. Alcuni esperti ricordano inoltre che la curiosità iniziale può calare in fretta, come è già successo ad altri prodotti molto chiacchierati.
Perché i vecchi assistenti vocali non bastavano
Per anni Amazon, Google e Apple hanno cercato di riempire le case di assistenti vocali. In pratica erano poco più che motori di ricerca a voce. Sapevano scegliere una playlist, dare notizie sul traffico e poco altro.
Oggi l’intelligenza artificiale è molto più capace e permette di creare dei veri maggiordomi digitali. Un maggiordomo agentico elabora soluzioni, sceglie con una certa autonomia e agisce al posto nostro. La differenza è tutta qui: prima ti rispondeva, adesso lavora per te.
Alexandr Wang, il giovane che guida l’intelligenza artificiale di Meta
Alexandr Wang ha 29 anni ed è il chief AI officer di Meta, cioè il responsabile dell’intelligenza artificiale. Zuckerberg lo ha portato in azienda l’anno scorso acquisendo la sua start-up, Scale AI, per circa 14,3 miliardi di dollari. Molti pensarono che fosse una spesa folle.
Oggi quella scelta sembra meno azzardata. Dopo il lancio di Muse, Meta ha guadagnato in Borsa circa 234 miliardi di dollari di valore in cinque sedute. Il titolo era salito di oltre il 6% già il giorno dopo la presentazione.
Quanto costa Muse AI e come guadagna Meta
Esiste una versione gratuita. Chi vuole di più può scegliere un abbonamento da 20 o da 100 dollari al mese, in base all’uso. Zuckerberg ha spiegato che Meta prenderà anche una piccola quota sulle operazioni fatte tramite Muse, e questo permette di tenere il servizio gratis per la maggior parte delle persone.
La mossa ha un peso enorme. Quest’anno Meta prevede di spendere tra 130 e 145 miliardi di dollari, per lo più in intelligenza artificiale. Gli investitori aspettavano un prodotto che dimostrasse che quei soldi servono a qualcosa. Muse è la prima risposta concreta.
Il nodo della privacy
Muse può leggere email, calendario, pagamenti e dati sulla salute. È normale quindi che molti si chiedano chi vede tutte queste informazioni. Meta ha promesso alcune garanzie. L’utente sceglie a quali app collegare l’assistente e può rifiutare che le sue conversazioni servano ad addestrare i modelli. I dati di Muse inoltre non finiscono nei sistemi pubblicitari. Una protezione ancora più forte, con una chiave di cifratura in mano solo all’utente, arriverà più avanti.
Il dubbio resta, perché la storia di Meta pesa. Nel 2019 l’azienda ha pagato una multa da 5 miliardi di dollari alla FTC, l’autorità americana, per violazioni della privacy. A luglio ha dovuto ritirare in quattro giorni una funzione di Muse Image, che permetteva di creare immagini partendo da account Instagram pubblici, dopo le proteste su privacy e diritti d’autore. Gli esperti di privacy chiedono inoltre cautela sui dispositivi con telecamera e microfono, come gli occhiali Ray-Ban Meta.
Scenari futuri?
Meta sta spingendo Muse anche sull’hardware. Alla conferenza Connect ha presentato Muse Charm, un piccolo dispositivo pensato per la voce, e ha anticipato l’arrivo dell’assistente sugli occhiali smart. Resta da capire se il successo durerà e se le persone si fideranno abbastanza da lasciare all’intelligenza artificiale la gestione di soldi, figli e agenda.
Tutto ciò che devi sapere su Muse AI di Meta
Muse AI è disponibile in Italia?
No. Per ora si può usare solo negli Stati Uniti e in Canada, e solo da maggiorenni.
Muse AI è gratis?
C’è una versione gratuita. Esistono anche piani a pagamento da 20 e 100 dollari al mese.
Muse AI è un chatbot come ChatGPT?
Non solo. Oltre a rispondere, può compiere azioni al posto tuo, come inviare email o prenotare viaggi.
Muse AI di Meta mostra dove sta andando l’intelligenza artificiale: dagli assistenti che parlano agli assistenti agentici che fanno. Se vuoi restare aggiornato su Muse, sugli assistenti personali con intelligenza artificiale e sul futuro dei chatbot, segui le novità su Meta AI e sugli agenti digitali.
Ginevra Leone
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