C’è un filo rosso, anzi viola. Esso unisce i walkman logori del 1986 alle playlist virali su Spotify di questo inizio 2026. Le canzoni di Stranger Things sono ovunque. Incrociate un adolescente che canticchia Purple Rain mentre aspetta l’autobus? Non è merito di un’improvvisa passione per la discografia di Minneapolis. È l’eredità lasciata dai fratelli Duffer. La musica non funge da semplice sottofondo. I brani diventano personaggi aggiunti. Sono armi contro i demoni (letterali e figurati). Rappresentano un ponte culturale senza precedenti. In cinque stagioni, la serie Netflix ha compiuto un’impresa che pareva impossibile. Ha trasformato hit impolverate in inni generazionali per la Gen Z. Ha scardinato le classifiche mondiali con brani vecchi di quarant’anni. Dalle cassette dei Clash fino alle note struggenti dell’ultimo episodio. Ecco le 10 tracce più belle che hanno definito l’anima dello show. Mettete le cuffie: si scende nel Sottosopra. Tra l’altro scoprirete che molti brani non sono affatto anni ’80!
Stranger Things: le 10 canzoni iconiche della serie
Running Up That Hill (A Deal with God) – Kate Bush (1985) – Stagione: 4
Prima di diventare l’inno di Max Mayfield, questo brano ha rivoluzionato il pop mondiale grazie all’uso pionieristico del Fairlight CMI, il primo campionatore digitale che ha creato quel suono “galoppante” e ipnotico. Kate Bush scrisse il pezzo per l’album Hounds of Love con un intento preciso: raccontare l’incomunicabilità tra uomo e donna. Il “patto con Dio” serviva metaforicamente a scambiarsi i corpi per comprendersi a vicenda. Proprio il titolo originale, A Deal With God, scatenò il panico nella casa discografica EMI. I dirigenti temevano che la parola “Dio” avrebbe causato il boicottaggio nelle nazioni cattoliche come l’Italia e gli USA, costringendo l’artista a cambiare il nome in Running Up That Hill. Per averla in Stranger Things, la produzione ha dovuto scriverle un saggio dettagliato sul significato della scena; solo perché Kate era già una fan della serie ha accettato di “scongelare” il suo capolavoro, permettendo al brano di raggiungere quella vetta delle classifiche che le era sfuggita nell’85.
Should I Stay or Should I Go – The Clash (1982) – Stagione: 1
Il canto del cigno della formazione classica dei Clash. Uscita nel 1982 nell’album Combat Rock, la canzone fu scritta dal chitarrista Mick Jones per descrivere una relazione sentimentale turbolenta, segnando così il passaggio dal punk grezzo a sonorità più orecchiabili. Tuttavia, la genesi del brano nasconde un aneddoto esilarante legato ai cori in sottofondo. Infatti, Joe Strummer decise improvvisamente di raddoppiare le strofe cantando in spagnolo; ma, non conoscendo la lingua, si fece aiutare al telefono dalla madre di un tecnico del suono ecuadoriano. Di conseguenza, il testo spagnolo risultante è pieno di errori grammaticali grotteschi che i madrelingua trovano ridicoli ancora oggi. Inoltre, è curioso notare come il brano divenne l’unica “numero uno” della band in Inghilterra solo dieci anni dopo l’uscita, grazie a uno spot dei jeans Levi’s, cementando così il suo status di classico immortale ben prima dell’arrivo di Netflix.
Master of Puppets – Metallica (1986) – Stagione: 4
E’ la colonna sonora del “concerto più metal della storia” suonato da Eddie Munson sul tetto della sua roulotte nel Sottosopra. Il brano del 1986 è una metafora feroce della dipendenza da droghe, in cui la sostanza è il “Maestro” che controlla la vita del tossicodipendente come fosse un burattino. Tuttavia, il suo inserimento nella serie nasconde un dettaglio tecnico sorprendente che lega finzione e realtà. Infatti, sebbene l’attore Joseph Quinn abbia imparato a suonare il brano realmente per rendere credibili i primi piani delle mani, l’assolo aggiuntivo che si sente nella versione della serie non è preso dal disco originale. Al contrario, è stato registrato appositamente da Tye Trujillo, il figlio diciassettenne dell’attuale bassista dei Metallica, Robert Trujillo. La band è rimasta talmente colpita dal risultato finale da dichiarare che l’esecuzione nella serie rende giustizia al pezzo in modo “straordinario”, consacrando Eddie Munson come un’icona metal a tutti gli effetti.
The NeverEnding Story – Limahl (1984) – Stagione: 3
Prima di diventare il duetto tra Dustin e Suzie, questo brano era già un pilastro del synth-pop europeo. Il leggendario Giorgio Moroder compose la musica nel 1984. Limahl, ex frontman dei Kajagoogoo, prestò la voce iconica. Tuttavia, la registrazione nasconde un dettaglio bizzarro sulla voce femminile. Infatti, la cantante americana Beth Anderson registrò la sua parte separatamente in America, mentre Limahl si trovava in Germania. Di conseguenza, i due artisti non si incontrarono mai in studio e non compaiono nemmeno insieme nel videoclip ufficiale. Inoltre, l’impatto della serie ha colto l’artista completamente di sorpresa. Limahl scoprì il revival della sua hit solo quando i nipoti lo avvisarono del trend virale sui social. Improvvisamente, gli ascolti su Spotify aumentarono dell’800% in una settimana.
Every Breath You Take – The Police (1983) – Stagione: 2
Questa hit chiude il ballo scolastico della seconda stagione. Appare come una dolce ballata romantica. Tuttavia, la vera natura del brano è molto più oscura e sinistra. Sting lo scrisse nel 1983 dopo la dolorosa separazione dalla prima moglie. Di conseguenza, il testo non parla d’amore, ma di ossessione, gelosia e sorveglianza maniacale. Infatti, lo stesso autore si diverte ancora oggi a notare quante coppie fraintendano il messaggio, usandolo erroneamente come inno nuziale. Inoltre, la genesi in studio fu altrettanto tesa. I membri della band litigavano ferocemente per ogni dettaglio dell’arrangiamento. Nonostante ciò, il chitarrista Andy Summers riuscì a creare quel celebre riff arpeggiato in una sola take. Pertanto, l’uso nella serie risulta geniale nella sua ambiguità. La melodia dolce culla i ragazzi, mentre il testo inquietante ci ricorda che il Mind Flayer li sta ancora osservando dall’ombra.
You Spin Me Round (Like a Record) – Dead or Alive (1984) – Stagione: 4
Questo brano accompagna una scena di puro contrasto comico nella quarta stagione, ma nella storia della musica rappresenta una pietra miliare. Pete Burns, il carismatico frontman, scrisse il pezzo ispirandosi a due canzoni diverse (“I Wanted Your Love” di Luther Vandross e “See You ‘Round Like A Record” di Little Nell), fondendole in qualcosa di unico. Tuttavia, la genesi del brano fu un incubo finanziario. La band si autofinanziò la registrazione pagando 2.500 sterline di tasca propria perché l’etichetta discografica, la Epic, odiava la canzone e la definiva “spazzatura”. Nonostante il disprezzo dei dirigenti, il brano divenne la prima “numero uno” del leggendario trio di produttori Stock Aitken Waterman. Inoltre, Pete Burns ha rivelato un dettaglio divertente sul video musicale: la benda sull’occhio che indossava non era una scelta stilistica, ma serviva a coprire un’infezione reale causata dal troppo
Heroes – David Bowie (1977) – Stagione: 1 & 3
Nella serie ascoltiamo spesso la struggente cover di Peter Gabriel, ma l’anima di questo inno appartiene a David Bowie che scrisse il brano a Berlino nel 1977 osservando due amanti baciarsi sotto il Muro. Una casualità non da poco, il finale di stagione di Stranger Things esce quasi in contemporanea con il decimo anniversario della morte del Duca Bianco. Dieci canzoni iconiche di David Bowie.
Time After Time – Cyndi Lauper (1983) – Stagione: 2
Questa dolce ballata accompagna il ballo d’inverno nella seconda stagione. Tuttavia, la sua creazione avvenne in circostanze stressanti. Infatti, la canzone fu l’ultima aggiunta all’album di debutto She’s So Unusual. Il produttore insisteva per avere un altro brano. Di conseguenza, Cyndi Lauper scrisse il pezzo in fretta insieme a Rob Hyman. Curiosamente, il titolo non nacque da un’idea poetica. Al contrario, la cantante lo copiò dalla rivista TV Guide. Cyndi Lauper vide il titolo di un film di fantascienza del 1979 chiamato proprio Time After Time. Inoltre, il testo contiene riferimenti autobiografici precisi. La frase sulla “valigia dei ricordi” descrive il momento in cui Cyndi lasciò la casa dei genitori.
When Doves Cry / Purple Rain – Prince (1984) – Stagione: 5
Questi due capolavori definiscono il gran finale della serie. Tuttavia, rappresentano prima di tutto dei pilastri della storia della musica. Prince pubblicò When Doves Cry nel 1984 come singolo di lancio dell’album. Sorprendentemente, l’artista decise di rimuovere la linea di basso dal mix finale all’ultimo minuto. Questa scelta risultò rivoluzionaria per un brano dance-pop dell’epoca. Di conseguenza, la traccia possiede un suono scarno e unico che ha cambiato le regole della radio. D’altra parte, Purple Rain è una power ballad epica e struggente. Ne abbiamo parlato dettagliatamente qui: Purple Rain colonna sonora del finale di Stranger Things: 15 cose che non sai sul capolavoro di Prince
Child in Time – Deep Purple (1970) – Stagione: 4
Questa epica suite rock è stata scelta per i trailer della quarta stagione e per la rivelazione delle origini di Vecna. Tuttavia, a differenza dei brani di Kate Bush e Metallica, è passata purtroppo inosservata tra la gen Z. Un vero peccato. Per le sue atmosfere cupe e solenni, è forse la canzone più aderente allo spirito della serie e sicuramente la più sottovalutata del lotto. Questo anche per il contesto che vide la genesi del pezzo: la sua storia inizia nel 1970, come inno di protesta contro la Guerra Fredda. L’iconica melodia d’organo è stata presa in “prestito” dal brano Bombay Calling degli It’s a Beautiful Day. Jon Lord la rallentò rendendola drammatica. Non ci fu nessuna causa legale. Al contrario, le due band fecero uno scambio amichevole di idee. Inoltre, la performance vocale di Ian Gillan è talmente estrema che, anni dopo, il cantante dovette smettere di eseguirla dal vivo per non distruggersi la voce.
Non serve essere Heroes per capire che questa colonna sonora è una NeverEnding Story, capace di spezzare i fili di ogni Master of Puppets. Alzate il volume e continuate a Correre su Quella Collina: la magia di Hawkins resterà con noi, Time After Time.
Giovanni Scafoglio
Leggi anche
- Purple Rain colonna sonora del finale di Stranger Things: 15 cose che non sai sul capolavoro di Prince
- Progetto Montauk la storia che ha ispirato Stranger Things

