Una ragazza di ventun anni, Simona Cinà, è stata trovata morta nella piscina di una villa a Bagheria durante una festa di laurea. La sua morte, avvenuta nella notte tra l’uno e il due agosto 2025, è diventata un caso nazionale per il buco di cinquanta minuti prima della chiamata ai soccorsi, le tracce di sangue e la totale assenza di alcolici in una festa dove l’open bar era stato annunciato. In questo articolo ricostruiamo i fatti, le contraddizioni e le domande ancora aperte.
Chi era Simona Cinà, la studentessa trovata morta in piscina a Bagheria
Simona Cinà aveva ventun anni, studiava Scienze motorie all’Università di Palermo ed era una pallavolista. Era conosciuta nel circuito sportivo siciliano per la sua dedizione, praticava sia volley indoor sia beach volley. Nella notte tra il primo e il due agosto 2025, è stata trovata morta nella piscina di una villa a Bagheria, dove si teneva una festa universitaria.
La festa a Bagheria e il buco di 50 minuti prima della chiamata al 112
Secondo le ricostruzioni investigative, Simona è stata vista viva per l’ultima volta alle 3.20, quando la sua migliore amica l’ha salutata. Il corpo è stato ritrovato poco dopo le 4, ma la prima chiamata ai soccorsi è arrivata solo alle 4.10. In quei cinquanta minuti, nessuno si è accorto della sua assenza, né ha notato nulla nella piscina lunga sei metri, circondata da oltre cinquanta persone.
Il corpo trovato a faccia in su solleva dubbi sulla dinamica della morte
Quando è stata recuperata, Simona era a faccia in su. Una posizione insolita per un annegamento accidentale, che di solito si manifesta con il corpo capovolto. Questo dettaglio ha alimentato i sospetti della famiglia e degli inquirenti, che attendono i risultati dell’autopsia per capire se sia morta per malore, incidente o altro.
Nessuna traccia di alcolici nella villa: la pulizia prima dei soccorsi
L’invito alla festa menzionava esplicitamente la presenza di alcol. Ma all’arrivo delle forze dell’ordine, la villa era perfettamente in ordine. Non c’erano bicchieri, lattine o bottiglie alcoliche. Solo bottigliette d’acqua già raccolte in sacchi. Il legale della famiglia ha definito inverosimile una scena così pulita dopo un party con decine di giovani e open bar.
Tracce di sangue vicino alla piscina e prelievo del DNA a un giovane invitato
Durante i rilievi sono state individuate tracce ematiche. Un ragazzo presente alla festa ha dichiarato di essersi ferito per lo choc, colpendo una sedia. Il suo DNA è stato prelevato per confronto, ma gli accertamenti sono ancora in corso. La compatibilità tra il sangue e la ferita dichiarata potrebbe chiarire o aggravare i sospetti.
I segni sul petto e il tentativo di rianimazione prima dell’arrivo del 118
Sul corpo sono visibili segni rossi compatibili con un tentativo di massaggio cardiaco. Non è ancora chiaro chi lo abbia praticato, né in quali condizioni. L’ambulanza è arrivata alle 4.23, ma secondo i presenti, la rianimazione sarebbe iniziata prima, forse da parte di un medico o infermiere presente alla festa.
Le indagini sulla morte di Simona Cinà: autopsia, interrogatori e telefoni sotto sequestro
La Procura di Termini Imerese ha disposto un’autopsia urgente. I carabinieri hanno sequestrato la villa e stanno ascoltando i partecipanti. Sono in corso anche analisi sui dispositivi elettronici per verificare movimenti, messaggi, immagini e registrazioni della notte. Nessuna pista è esclusa, dall’incidente alla responsabilità di terzi.
Le domande senza risposta della famiglia di Simona
Il legale Gabriele Giambrone, che rappresenta la famiglia Cinà, ha posto pubblicamente una serie di interrogativi. Perché nessuno si è accorto dell’assenza di Simona? Chi ha ripulito la scena? Perché il corpo era a faccia in su? A chi apparteneva il sangue? I genitori vogliono la verità e chiedono che nulla venga archiviato come fatalità.
Il ricordo di Simona Cinà e il dolore della comunità sportiva
Simona era appena tornata da un periodo di studio all’estero. Aveva ripreso ad allenarsi, partecipava a tornei e seguiva i più piccoli nei corsi. Il suo club, Acg Beach di Palermo, ha diffuso un messaggio di cordoglio. La sua morte ha scosso non solo la famiglia, ma anche il mondo dello sport giovanile siciliano.
Le ipotesi al vaglio: annegamento, malore o responsabilità di terzi
Le autorità non escludono nessuna ipotesi. L’annegamento rimane possibile, ma i dettagli emersi — dal buco di tempo al corpo supino, dal sangue agli alcolici scomparsi — rendono necessario un approfondimento. L’autopsia e le indagini potrebbero rivelare elementi determinanti per stabilire la causa della morte.
Francesca Rampazzo
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