Come è toccato agli anni 50 e poi 70 e poi ancora 80, ora si cerca di tornare agli anni 90. Tra le cose che spiccano di questo ritorno agli anni 90 non possono mancare i drappeggi. Questi, noti già precedentemente, vengono ripresi dalle case dell’alta moda e resi in modo stravagante e colorato, proprio come fa l’atelier di Valentino.
Il ritorno agli anni 90
La moda è ciclica, e gli anni 90 stanno vivendo un revival esplosivo che domina passerelle, street style e social media. Questo è uno dei fenomeni più visibili nel mondo della moda, soprattutto tra le generazioni più giovani, a cavallo tra la Gen Z e i Millennial. Questa moda rappresenta un momento di semplicità e autenticità, qualità che molti cercano in un mondo sempre più complesso. Questo ritorno non è solo una tendenza, ma una celebrazione di un’epoca in cui lo stile era sperimentale e personale. Gli anni 90 si caratterizzano per l’ampia varietà estetica dell’abbigliamento, conseguenza di una crescente accessibilità a cinema, musica e personaggi.
Blockbuster e VHS portano Hollywood nelle case dei teenager, che al contempo vengono assorbiti dal dilagare delle serie tv e definendo i tratti di una moda casual con jeans e t-shirt bianca. L’avvento parallelo dei Nirvana e delle Spice Girls oppone il lifestyle grunge e l’attitudine rock al glamour disinvolto del pop, facendo convivere tanto la maglieria strappata quanto il minidress di paillette.
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Cosa e perché sta tornando?
Innanzitutto è giusto ricordare che la moda funziona per cicli di circa 20–30 anni. Quindi quello che era vecchio ieri oggi torna a essere cool. E, come sono tornati gli anni 70 e 80, oggi sta tornando l’ultimo decennio del novecento. Negli anni 2020, è quindi normale rivedere elementi degli anni 90 reinterpretati in chiave moderna. Questi anni sono visti come un’epoca più semplice e autentica, prima dell’invasione digitale. Oggi è possibile riviverli e attraverso film, serie tv, musica grunge e pop. L’influenza dei social e degli influencer inoltre hanno reso virali le estetiche grunge, minimal e Y2K degli anni 90. Persino celebrità e stilisti li reinterpretano: da Bella Hadid a Kendall Jenner fino a brand come Balenciaga, Diesel e Calvin Klein.
Tra i trend riscoperti del decennio ci sono gli abiti con drappeggi. Moda che si esprime in vestiti asimmetrici, gonne con pieghe morbide, top con annodature e tessuti increspati. Sono tornati anche i Tessuti scivolati, come jersey, viscosa e satin, tipici degli slip dress drappeggiati. Per non dimenticare gli effetti ruched usati in top e gonne, molto popolari nei primi anni 90.
I drappeggi tra gli anni 90 e oggi
I drappeggi erano una caratteristica importante della moda degli anni 90, spesso associati ad uno stile minimal e a tessuti che lasciavano intravedere la pelle. Il drappeggio, invece di essere utilizzato per creare volume, veniva utilizzato per scoperte, giochi di trasparenze e per enfatizzare la silhouette del corpo. Vi erano diversi tipi di approccio, tra il minimalismo e le trasparenze. L’uso di questo negli anni 90 infatti era spesso caratterizzato da un approccio minimal, dove il drappeggio non era utilizzato per creare volume o sfarzo, ma per sottolineare la forma del corpo. Veniva utilizzato anche per creare scoperte o per integrare tessuti trasparenti, aggiungendo un tocco di audacia e sensualità. Ancora oggi i grandi marchi li utilizzano per ornare o migliorare le mode, aggiungendo trasparenze e trasformando delle semplici magliette in capi minimal chic.
La moda che ha conquistato l’ultimo decennio del novecento
Tra i vari tessuti e i tanti stilisti che ne hanno fatto uso, i drappeggi hanno conquistato le passerelle e le strade nel corso degli anni 90 e anche oggi si cerca un loro ritorno. L’ispirazione storica proviene da alcune collezioni che riprendevano l’idea di drappeggi che segnava la silhouette del corpo, ispirandosi a stilisti del passato come Madame Grès. Allora alcuni stilisti come Helmut Lang e Valentino iniziarono ad utilizzare pannelli verticali drappeggiati per creare un effetto dinamico e moderno, lasciando spazi liberi per evidenziare la pelle. Portando questo stile, in certi casi, a un livello di virtuosismo con fitte piegoline, creando effetti decorativi unici. Anche i tessuti utilizzati volevano rispecchiare l’obiettivo del drappeggio, in una combinazione tra tessuti lisci e trasparenti, creando giochi di luce e ombre per valorizzare al meglio la silhouette.
Il rapporto tra gli stilisti e il drappeggio
Molti stilisti degli anni 90 sono noti nel mondo della moda e non solo. Solo alcuni di questi però si caratterizzano per aver utilizzato la tecnica, apparentemente semplice, del drappeggio. Uno di questi è Helmut Lang, che viene ricordato per i suoi abiti minimal e innovativi. Egli ha utilizzato il drappeggio in modo audace e sperimentale, creando effetti vertiginosi e scoperte audaci. Altro stilista di fama mondiale è Valentino che, nel 1990, ha esasperato il gioco dell’intarsio di colori, creando abiti con drappeggi che si intrecciavano a scacchiera, aggiungendo un tocco di modernità alla collezione.
Oggi sono diversi gli stilisti e i brand che fanno uso di questa tecnica. Tra questi vi è Nensi Dojaka, celebre per i suoi abiti minimali e sensuali, con drappeggi sottili e tagli asimmetrici. Anche Christopher Esber, conosciuto per cut-out e drappeggi strategici, crea silhouette che valorizzano il corpo con eleganza non ostentata. Così fa anche Versace, che ha spesso reintrodotto nelle collezioni attuali elementi signature degli anni 90. Insomma i drappeggi come sono riusciti ad essere icone ed esempi di stile negli anni 90, oggi riescono ancora a scolpire la modernità, in un ritorno di un’eleganza e raffinatezza senza tempo.
Micol Landi
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