Non stiamo parlando della trama di un film distopico, ne di un nuovo episodio de “Il Racconto dell’Ancella” di Margaret Atwood, ma di quanto sta emergendo dai ranghi delle forze armate statunitensi in questi primi dieci giorni di marzo 2026. Mentre l’Operazione “Epic Fury” bombarda l’Iran con l’obiettivo ufficiale di smantellare il suo programma nucleare, dietro le quinte del Pentagono si sta consumando una trasformazione radicale. La catena di comando americana sembra scivolare verso quella che molti esperti definiscono ormai una vera e propria Teocrazia, dove la geopolitica cede il passo alle profezie bibliche e all’escatologia della fine del mondo. Alcuni comandanti, secondo fonti USA, avrebbero affermato che il conflitto è parte del “piano divino di Dio” e hanno citato il Libro dell’Apocalisse. Gli USA si stanno trasformando in una Teocrazia?
Teocrazia Americana: l’episodio del 2 Marzo: Trump “L’unto del Signore”
A scoperchiare il vaso di Pandora è stata la Military Religious Freedom Foundation (MRFF), un’associazione che vigila sulla laicità nelle forze armate. Il 2 marzo 2026, durante i bombardamenti su Teheran, un comandante americano ha tenuto un briefing ufficiale alle sue truppe definendo la guerra in corso «tutto parte del disegno divino». Ma c’è di più. Il comandante, visibilmente euforico, ha dichiarato che il Presidente Donald Trump è stato «unto da Gesù per accendere il faro-sentinella in Iran al fine di causare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra».
Non si tratta della farneticazione di un singolo ufficiale. In sole 72 ore, la MRFF ha ricevuto oltre 200 denunce formali da più di 50 basi militari in tutto il mondo. Soldati cristiani, musulmani ed ebrei si dicono terrorizzati da un clima in cui la guerra viene celebrata come un imminente olocausto purificatore. Nessuno osa parlare apertamente per paura di perdere promozioni o il nulla osta di sicurezza (security clearance).
Ecco i punti chiave emersi dalle inchieste e dalle segnalazioni:
- Denunce di “Guerra Santa”: Il Military Religious Freedom Foundation (MRFF) ha riferito di aver ricevuto oltre 200 denunce da parte di membri delle forze armate statunitensi, i quali sostengono che i loro superiori hanno descritto la guerra contro l’Iran come una “guerra santa”.
- Retorica Apocalittica: Secondo le denunce, alcuni comandanti hanno affermato che il conflitto è parte del “piano divino di Dio” e hanno citato il Libro dell’Apocalisse, suggerendo che le operazioni militari servano ad accelerare l’Armageddon e il ritorno di Gesù Cristo.
- Riferimenti Politici: Alcuni rapporti indicano che i comandanti avrebbero descritto l’ex presidente Donald Trump come “unto da Gesù” per innescare questi eventi.
- Violazione della Neutralità: Queste affermazioni hanno suscitato forti preoccupazioni riguardo alla violazione delle regole del Dipartimento della Difesa sulla neutralità religiosa e alla separazione tra chiesa e stato, con il rischio di imporre visioni religiose estreme alle truppe.
- Nessuna conferma ufficiale: Al momento, il Pentagono non ha confermato pubblicamente queste specifiche accuse.
Fonte: The Guardian
Pete Hegseth e i Crociati del “Dipartimento della Guerra”
Come si è arrivati a questo punto? Tutti gli indizi portano ai vertici del Dipartimento della Difesa, guidato da Pete Hegseth, figura chiave dell’amministrazione Trump che ama farsi chiamare “Segretario della Guerra”. Hegseth porta le sue convinzioni letteralmente tatuate sulla pelle: sul bicipite sfoggia la scritta “Deus Vult” (Dio lo vuole, il grido della Prima Crociata oggi cooptato dall’estrema destra), sul petto la Croce di Gerusalemme, e altrove la parola araba “Kafir” (Infedele). Questi simboli in passato gli erano persino costati l’esclusione dal servizio di sicurezza per l’inaugurazione di Biden nel 2021, considerato una potenziale “minaccia interna”. Oggi, dal vertice del Pentagono, Hegseth ha istituito sessioni di preghiera obbligatorie “di fatto” in orario di lavoro. Chi non partecipa, specie tra i contractor privati, rischia di essere marchiato come inaffidabile.
La teologia dietro i missili: Ezechiele e Douglas Wilson
Dietro le azioni di Hegseth c’è una solida base teologica estremista. Il Segretario è un seguace di Douglas Wilson, pastore dell’Idaho e teorico del “post-millenarismo”. Questa dottrina sostiene che i cristiani debbano conquistare le istituzioni statali con la forza per instaurare il regno di Dio in terra, preparando così il ritorno di Cristo.
Sul campo, questa visione si scontra (e si fonde) con il “pre-millenarismo” diffuso tra le truppe evangeliche, secondo cui la guerra in Medio Oriente non è altro che la realizzazione della profezia di Ezechiele 38-39. In quest’ottica distorta, l’Iran (l’antica Persia citata nella Bibbia) alleato con la Russia (la biblica Magog) deve essere annientato sui monti d’Israele per innescare l’Armageddon.
Il prezzo di sangue: zero regole di ingaggio e stragi civili
Trasformare un conflitto tattico in una Guerra Santa ha conseguenze devastanti sul campo. Hegseth si è pubblicamente scagliato contro le “stupide regole di ingaggio” del passato, promuovendo una letalità senza freni. I risultati si sono visti subito: nei primi giorni di marzo, i bombardamenti americani hanno colpito la scuola femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, in Iran, uccidendo oltre 180 tra studentesse e personale. Un massacro giustificato tacitamente dai comandanti sul campo, euforici all’idea di rendere la guerra il più sanguinosa possibile per allinearla alle scritture.
L’ipocrisia di questa strategia è stata evidenziata dal Council on American-Islamic Relations (CAIR): Washington giustifica la guerra accusando l’Iran di essere guidato da “delusioni profetiche islamiche”, mentre i suoi stessi comandanti sganciano bombe spinti da “delusioni profetiche cristiane”.
L’odio esplode in patria: la strage di Austin
Le parole hanno un peso, e la retorica apocalittica di figure come il Segretario di Stato Marco Rubio o lo Speaker della Camera Mike Johnson (che ha definito l’Islam una “religione fuorviata”) sta incendiando l’America.
Il 1° marzo 2026, un uomo di 53 anni con gravi problemi psichiatrici, Ndiaga Diagne, ha aperto il fuoco in un bar di Austin (Texas) uccidendo tre persone e ferendone quindici, prima di essere abbattuto. Era ossessionato dalla guerra e nutriva un odio radicato e fomentato dai social. L’evento ha innescato una mostruosa ondata di islamofobia online: in pochi giorni si sono registrati oltre 279.000 messaggi d’odio su X, con inviti a costruire campi d’internamento e a distruggere le moschee.
Il Congresso tenta di fermare la follia
Il 6 marzo, una coalizione di oltre 30 legislatori democratici (tra cui Jared Huffman, Jamie Raskin e Nancy Pelosi) ha scritto all’Ispettore Generale del Pentagono chiedendo un’indagine immediata. L’accusa è gravissima: violazione sistematica della Direttiva 1300.17 sulla libertà e neutralità religiosa. L’esercito americano giura fedeltà a una Costituzione laica, non a un manifesto teocratico.
I punti centrali dell’accusa
- Profezie bibliche e guerra: la richiesta nasce da segnalazioni di militari che hanno denunciato comandanti per aver utilizzato teologia apocalittica e profezie bibliche per giustificare le azioni militari statunitensi in Iran.
- Violazione della Direttiva 1300.17: I legislatori sostengono che tali briefing violino la DoD Instruction 1300.17, che impone la libertà religiosa e la neutralità delle istituzioni militari, vietando il proselitismo improprio o l’abuso dell’autorità di comando per fini religiosi.
- Rinvio a Pete Hegseth: La lettera cita esplicitamente la retorica del Segretario della Difesa Pete Hegseth, chiedendo di verificare se le sue posizioni religiose estremiste si siano “metastatizzate” nella catena di comando.
- Firmatari Illustri: Oltre a Huffman e Raskin, tra i firmatari figurano nomi di rilievo come Nancy Pelosi, Chrissy Houlahan e Pramila Jayapal.
I legislatori hanno ribadito che l’esercito deve operare sulla base della legge e della strategia nazionale, e non secondo visioni escatologiche, per proteggere la separazione tra Stato e Chiesa sancita dalla Costituzione.
Tuttavia, il Pentagono ha alzato un muro di gomma, rifiutandosi di commentare. Se la potenza militare più devastante della Terra, dotata di armi nucleari, continua a farsi guidare da leader che non vedono l’ora che arrivi la fine del mondo, la sicurezza globale non è mai stata così a rischio.
Ginevra Leone
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