SPID a pagamento: cosa cambia, chi lo fa pagare e come continuare a usarlo gratis

SPID a pagamento per molti gestori come aruba o register: cosa cambia, chi lo fa pagare e come continuare a usarlo gratis

SPID a pagamento: cosa cambia, chi lo fa pagare e come continuare a usarlo gratis. il Sistema Pubblico di Identità Digitale utilizzato da oltre 36 milioni di cittadini italiani – inizia a diventare a pagamento per molti utenti. Alcuni provider hanno introdotto un canone annuale per la gestione dell’identità digitale, generando confusione e preoccupazione. Ma non tutto è perduto: ci sono ancora operatori che garantiscono l’accesso gratuito e modalità per evitare costi non dovuti. In questo articolo analizziamo chi introduce il pagamento, perché, e come continuare a usare SPID senza spendere nulla.

Quali provider rendono SPID a pagamento

Sono tre gli operatori principali che, a partire da luglio e agosto 2025, hanno comunicato ufficialmente l’introduzione di un canone annuo:

  • Aruba: dal secondo anno di attivazione, prevede un costo di 5,98 euro IVA inclusa. Il primo anno resta gratuito per i nuovi utenti.
  • InfoCert: ha introdotto il medesimo importo, 5,98 euro annui, applicabile solo al momento del rinnovo e con consenso esplicito dell’utente.
  • Register.it (SpidItalia): dal 1° settembre 2025, sarà attivo un canone annuale di 11 euro circa, IVA inclusa.

In tutti e tre i casi, il servizio resterà gratuito per chi non accetta il rinnovo a pagamento, ma sarà necessario effettuare la disdetta entro i termini indicati dai gestori. Il rischio, per chi non presta attenzione, è quello di vedersi addebitato un costo automatico per un servizio finora sempre gratuito.

Gli operatori che mantengono SPID gratuito

Altri provider, per ora, hanno scelto di non applicare costi annuali, mantenendo SPID gratuito per i cittadini, almeno nelle modalità base. Tra questi:

  • Poste Italiane (PosteID): resta gratuito, soprattutto per chi possiede un conto BancoPosta o Postepay. Attualmente copre circa il 70% degli utenti SPID in Italia.
  • Lepida: gratuito per i privati, applica costi solo per riconoscimento via webcam.
  • TIM ID, TeamSystem ID: ancora gratuiti con CIE o CNS.
  • Namirial, Sielte, EtnaID, Intesi Group, ID InfoCamere: offrono SPID senza costi se il riconoscimento avviene con carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi o firma digitale. Alcuni di questi richiedono un pagamento solo nel caso di riconoscimento via webcam o videochiamata.

È quindi possibile evitare del tutto i costi scegliendo attentamente il provider e la modalità di registrazione o rinnovo.

Perché lo SPID è diventato a pagamento

Il motivo principale è economico. Dal 2023 lo Stato aveva promesso di destinare 40 milioni di euro ai gestori per sostenere i costi di gestione dello SPID. Tuttavia, questi fondi sono arrivati in ritardo o, in alcuni casi, non sono mai stati stanziati del tutto.

La convenzione in essere tra i gestori SPID e il Governo italiano scade il 9 ottobre 2025. Senza una nuova intesa o un finanziamento pubblico, sempre più provider potrebbero essere costretti a introdurre canoni per mantenere attivi i sistemi e garantire sicurezza, manutenzione e assistenza.

In parallelo, il Governo sta progressivamente spingendo verso l’utilizzo della Carta d’Identità Elettronica (CIE) come strumento principale per l’identità digitale, anche in vista dell’integrazione nell’IT-Wallet europeo. Questo passaggio potrebbe segnare, in futuro, la fine di SPID per come lo conosciamo oggi, ma al momento il sistema resta ancora indispensabile per moltissimi accessi digitali.

Come evitare di pagare per lo SPID

Esistono alcune azioni concrete che gli utenti possono compiere per continuare a utilizzare lo SPID gratuitamente:

  1. Revocare il rinnovo a pagamento presso Aruba, InfoCert e Register.it, ed eventualmente passare a un altro provider gratuito.
  2. Attivare un nuovo SPID presso un operatore che non applica canoni annuali (PosteID, Lepida, Sielte, ecc.).
  3. Scegliere un metodo di riconoscimento gratuito, come l’utilizzo della Carta d’Identità Elettronica (CIE), la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o la firma digitale, evitando webcam o videochiamate a pagamento.
  4. Controllare periodicamente la casella email legata al proprio SPID per eventuali comunicazioni contrattuali sui costi.

I vantaggi dello SPID

Nonostante il rischio di costi futuri, lo SPID continua a offrire vantaggi significativi:

  • Un solo accesso per migliaia di servizi: consente di accedere a portali come INPS, Agenzia delle Entrate, Fascicolo Sanitario Elettronico, università, bonus pubblici, concorsi, app IO e molti altri.
  • Sicurezza elevata: i tre livelli di autenticazione permettono di scegliere tra password semplice, OTP via app o SMS, e dispositivi fisici di firma.
  • Accesso semplificato per aziende e professionisti: utile anche per PEC, firma elettronica e rapporti con la PA.
  • Compatibile con il futuro wallet digitale europeo, facilitando l’integrazione di identità e documenti digitali in un’unica app.

Cristina Ferrari

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