Agosto 4, 2021
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Oggi parliamo di femminismo e del perché sia mal visto da molti. Come potete immaginare, si tratta di un argomento delicato. Al solo sentire la parola c’è chi alza gli occhi al cielo, chi sbuffa, chi storce il naso. Come mai? Perché ci vengono in mente gruppi di donne inferocite e smaniose di picchiare gli uomini?

Spesso si ha paura di definirsi femministi. Ho sentito addirittura usare “femminista” come insulto. A 15 anni anche io ero confusa e pensavo che il femminismo fosse una brutta cosa. E la colpa è tutta della mancanza di informazione.

Da quando è nato – taaanto tempo fa – il femminismo ha sempre promosso la parità dei sessi. Però “femminismo” assomiglia tanto a “maschilismo” (che è invece una forma di sessismo), quindi è facile lasciarsi confondere.

Oggi parliamo di femminismo, spesso si ha paura di definirsi femministi. Ho sentito addirittura usare “femminista” come insulto.

Sarebbe bene informarsi sul vero significato delle parole prima di sparare sentenze. Il femminismo è per tutti, non solo per le femmine. Quindi perché le persone che si reputano non sessiste spesso rifiutano il femminismo?

Perché esistono gli estremismi e non sono mai una bella pubblicità. Un altro motivo è che esistono tanti tipi di femminismo, che spesso si fondono con altre ideologie non necessariamente abbracciate da tutti (si pensi ad aborto e simili).

Cosa vuole il femminismo?

Per come la vedo io, vuole la parità dei sessi, o meglio l’equità. Donne e uomini non sono uguali, le donne stesse tra loro non sono uguali e gli uomini lo stesso. Vuol dire che uno dei due sessi è meglio dell’altro? Assolutamente no. I due sessi ma meritano di essere trattati equamente. Equamente non vuol dire per forza ugualmente. Equamente vuol dire essere messi in condizione di avere le stesse possibilità. Riguardo alle differenze biologiche, per esempio, i due sessi vanno trattati in modo diverso perché hanno esigenze differenti.  

Le battaglie del femminismo sono tantissime. All’inizio c’era il diritto di voto, poi la parità di salario, il problema dell’identità di genere e in generale la lotta ad ogni tipo di discriminazione. Le discriminazioni non riguardano unicamente le donne ma anche le minoranze religiose e/o etniche, la comunità LGBTQ+ e chiunque (compresi i maschi) si senta discriminato. Si parte con le donne ma un giorno si arriverà a tutti.  

I problemi del femminismo

Tra i problemi del femminismo non includerò le cosiddette “nazifemministe” che credono che l’uomo sia brutto e cattivo e lo discriminano. Perché? Perché sarebbe come descrivere la Germania e soffermarsi su Hitler, tanto per restare in tema “nazi”. Le nazifemministe sono stupide e basta, non meritano spazio. Già un paragrafo è troppo. La cosa che fa più imbestialire è che usano la violenza sulle donne come giustificazione… Come se non esistessero gli uomini dotati di coscienza. Come se non ci fossero uomini (seppur pochi) che subiscono violenze da parte di donne. Esistono anche donne cattive nel mondo.

Quindi di quali altri problemi potrei parlare? Per esempio, del fatto che ognuno prende il femminismo un po’ come gli pare. Ci sono ragazze convinte che femminismo sia farsi crescere peli e monociglio. Per carità, ognuno fa quello che vuole, ma non è questo che ti rende una femminista. Combattere le discriminazioni – quelle rilevanti – è quello che conta. Posso vestirmi anche da Barbie ed essere femminista, oppure vestirmi da banana ed essere femminista. Ciò che fa la differenza sono le mie azioni. Conta come mi comporto, per cosa manifesto, per cosa litigo, cosa promuovo.

Un altro argomento sono i colori (più avanti parlerò anche dell’identità di genere). Ultimamente è diventato importante abolire l’idea che esistano colori prettamente maschili o femminili (idea tra l’altro recente). Se è così, allora perché nei media tante pagine che si definiscono femministe sparano solo rosa a destra e a manca? Il rosa è un bel colore, ma non è l’unico esistente.

A chi è rivolto il femminismo?

Dopo abbiamo un altro problema: il femminismo rivolto agli uomini è pochissimo e quando c’è è quasi sempre forzato. Pochi uomini aderiscono al movimento perché non se ne sentono rappresentati. Inoltre, lo stesso problema si pone con altri gruppi, come le ragazze col velo. Il velo si usa in tantissime culture – lo portano anche le suore. Certe femministe convinte credono che le ragazze con il velo siano delle oppresse. Nel 2020, pochissime ragazze sono realmente costrette a indossarlo: la maggior parte di loro lo fa per scelta. Quindi, care ragazze col velo, siete bellissime così.

Il femminismo è un argomento ampio e ci sarebbe ancora molto altro da dire. Per questo l’articolo avrà una parte 2 in cui parlerò di altri aspetti, come la galanteria, il corpo femminile e maschile, la violenza di genere e altro ancora.

I commenti sono attivi, quindi scatenatevi se volete (con civiltà).

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