Michelangelo, Raffaello e Leonardo: tre geni che incarnano tre tipi di coraggio

Cos'è il coraggio? Michelangelo, Raffaello e Leonardo: tre geni, tre artisti cherappresentano la massima esemplificazione del coraggio

Cos’è il coraggio? La parola “coraggio” deriva dal latino “cor habeo”, che significa avere un cuore. Il coraggio è una virtù che permette di affrontare con forza morale la vita e le situazioni difficili e dolorose che da essa derivano. Il coraggio dialoga e coabita con la paura, ma quando il cuore è abbastanza largo e sensibile, quando il pensiero è maturo e capace di gestire le emozioni, prevale il coraggio. Ognuno, con la propria storia e il proprio bagaglio esperienziale, mette in atto una singolare forma di coraggio. Il modo migliore per approfondire le varie forme che può assumere questa virtù, è quella di rifarsi a personaggi storici. In particolare a Michelangelo, Raffaello e Leonardo: tre geni che incarnano tre tipi di coraggio.

Il coraggio per Michelangelo, Raffaello e Leonardo

Michelangelo, Raffaello e Leonardo sono tre artisti che con il loro genio rappresentano la massima esemplificazione del coraggio. Antonio Forcellino, storico dell’arte ed esperto del Rinascimento, ha condotto molti studi su questi tre illustri artisti, soprattutto su Michelangelo. Di quest’ultimo, Forcellino ne parla come di un uomo dalle grandi paure, che sfugge all’amore perché lo ritiene distruttivo. Nonostante le sue angosce, le sue crisi di panico, in Michelangelo prevale il coraggio di abbandonarsi all’arte. Infatti, dedica tutte le sue energie al talento e agli slanci di genio. 

Michelangelo sceglie di condurre una vita in povertà, priva di orpelli e di edonismo. L’unica dimensione in cui Michelangelo sente di avere controllo è quella della creazione artistica. In Michelangelo il coraggio consiste nel coltivare il suo genio, nell’agire d’istinto, nell’intraprendere sfide e imprese impossibili malgrado le sue paure esistenziali. Si circonda di artisti mediocri, perché molto concentrato su sé stesso e poco sul talento degli altri.

Viceversa, per Raffaello è fondamentale confrontarsi con i migliori intellettuali per poter crescere. Raffaello non teme i grandi artisti, anzi, li cerca, sceglie di frequentare menti geniali da cui poter imparare e apprendere. Avere coraggio, per Raffaello, significa progettare, consentire ai suoi collaboratori di esprimere il loro potenziale. Ama intercettare il genio negli Altri e arricchirsi grazie agli Altri. Gli piace osare senza però smettere di essere lucido e razionale.

Raffaello abbraccia il rischio, il cambiamento, la progettualità, ma resta sempre un artista equilibrato, dallo spirito apollineo. 

Infine, Leonardo incarna il coraggio della visione, della curiosità e dell’intuizione. Sia sul piano artistico che personale, Leonardo è mosso da un costante desiderio di conoscenza e per i suoi progetti, per le sue idee è disposto a qualsiasi sacrificio. La vita di Leonardo è segnata da una profonda ferita, quella di non essere stato mai riconosciuto da suo padre. 

È sempre alla ricerca di un cambiamento, di una scoperta che lo elevi da una realtà che non combacia con il suo mondo interiore. 

Ad accomunare questi tre artisti è la consapevolezza della loro genialità e il coraggio di restare fedeli a sé stessi, ai loro progetti e al loro talento. Mentre Michelangelo rappresenta un figura romantica e tormentata, Raffaello è un personaggio moderno, che agisce con equilibrio, razionalità. In lui l’arte è sinonimo di serenità, di piena felicità. Leonardo, invece, è un sognatore disposto a rinunciare ai soldi e al potere pur di servire il suo destino. Forse è proprio questo suo non attaccamento alla fama – ma alla “fame di destino”- che lo ha reso così celebre.

Cosa ci insegna il coraggio di questi tre artisti? 

Il coraggio di questi tre artisti insegna l’importanza di esporsi all’arte per scoprire il proprio “demone”, ovvero la propria vocazione, il genio interiore. E una volta scoperto, occorre avere la forza di realizzarlo, raggiungendo così l‘ “eudaimonia“, cioè la buona riuscita del proprio demone, la piena realizzazione personale.

Michelangelo, Raffaello e Leonardo sono riusciti in questa realizzazione conoscendo sé stessi, le loro capacità, i loro limiti. E ci sono riusciti nonostante le ferite e le paure della vita, perché sono stati mossi dalla passione che come un faro ha trasformato il dolore in creatività. Grazie al genio interiore, questi tre artisti hanno percorso con coraggio il viaggio verso Itaca: l’isola in cui risiede il cuore e il destino di ognuno.

Bisognerebbe allenarsi di più a vivere con coraggio, a non farsi soverchiare dalla paura, a dare voce alle proprie virtù e a restarne fedeli. Qualunque sia la propria storia, qualsiasi siano le ferite che hanno segnato il proprio cammino, si è al mondo per rispondere alla chiamata della vita e del destino interiore. 

Emanuela Mostrato

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