200 libri in un anno con l’IA: chi è Coral Hart

Coral Hart ha pubblicato 200 libri in un anno con l'intelligenza artificiale e oggi vende corsi per insegnarlo. La storia, spiegata bene.

Quarantacinque minuti. Tanto ci mette una iA per scrivere un intero romanzo, dalla trama ai personaggi fino al finale. Poi l’autrice apporta le sue modifiche alla bozza e il gioco è fatto. Nel 2025 questa autrice ha pubblicato più di 200 libri usando 21 pseudonimi diversi, un numero che nessuno scrittore in carne e ossa potrebbe mai raggiungere scrivendo a mano. Si fa chiamare Coral Hart, non Carol Hart come si legge spesso online, vive a Città del Capo, in Sudafrica, e ha scritto tutti quei romanzi rosa con l’aiuto dell’intelligenza artificiale Claude, poi anche di Grok. Lo ha fatto per guadagnare, ma anche per lanciare una sfida a tutto il mondo dell’editoria: se un libro nasce in un giorno, si chiede Hart, chi può ancora competere con chi ne impiega sei mesi?

Come nascono i libri di Coral Hart

Prima di scoprire l’intelligenza artificiale, Hart pubblicava dai 10 ai 12 libri l’anno con 5 pseudonimi, un ritmo già alto ma ancora umano. Poi ha iniziato a usare l’IA non solo per cercare informazioni, ma per costruire trama, personaggi e ambientazione, cioè quasi tutto il lavoro creativo di un romanzo. Il risultato sono stati più di 200 libri pubblicati da sola su Amazon in meno di un anno, con storie diverse per intensità e atmosfera, dalle più leggere alle più intense. In totale i romanzi hanno venduto circa 50.000 copie, per un guadagno complessivo che supera i 100.000 dollari. Nessun libro, da solo, è stato un grande successo, ma messi insieme hanno fruttato una piccola fortuna.

Ora vende il suo metodo agli altri

A febbraio 2026 il New York Times ha raccontato la sua storia in un lungo articolo, che ha acceso il dibattito su libri e intelligenza artificiale in tutto il mondo. Da quel momento Hart ha trasformato la sua esperienza in un business che si chiama PlotProse. Attraverso corsi online ha già formato più di 1.600 persone, insegnando come scrivere romanzi con l’aiuto dell’IA. Vende anche un manuale digitale a 47 dollari e un software proprietario che genera un libro completo partendo da una scaletta in meno di un’ora, con un abbonamento che va da 80 a 250 dollari al mese. Quando la sua identità è diventata nota, però, Hart ha ricevuto migliaia di minacce online, segno di quanto la sua storia divida.

Un far west senza troppe regole

Per i suoi 21 pseudonimi, Hart non ha mai dichiarato apertamente ai lettori che i libri erano scritti con l’IA, anche se Amazon impone agli autori di comunicarlo alla piattaforma stessa. Il pubblico, quindi, spesso non lo sa. Nel frattempo l’Authors Guild, l’associazione che difende gli scrittori americani, denuncia da anni che gli autori umani non possono competere con quella che chiama una produzione industriale di contenuti. Anche la scrittrice di romanzi rosa Marie Force si è detta preoccupata, perché teme che i suoi libri siano stati usati per addestrare gli stessi modelli di intelligenza artificiale, senza permesso.

Anche su Amazon i libri generati con l’IA continuano a moltiplicarsi, e distinguere un romanzo scritto da una persona da uno scritto da un algoritmo diventa sempre più difficile.

È giusto tutto questo?

La domanda, a questo punto, viene naturale: siamo davvero in un far west senza regole? Da una parte c’è chi difende Hart, sostenendo che la tecnologia cambia sempre i mestieri, e che ognuno è libero di usarla per guadagnare, senza infrangere nessuna legge. Dall’altra parte c’è chi la accusa di ingannare i lettori, che comprano un libro pensando di leggere il lavoro di una persona e invece si trovano tra le mani un testo generato in pochi minuti. C’è poi il tema della qualità, perché molte recensioni dei suoi libri online sono negative.

La storia di Coral Hart, insomma, non ha ancora una risposta definitiva. Mostra solo che la tecnologia corre più veloce delle regole che dovrebbero accompagnarla.

Ginevra Leone

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