Abusi sessuali su minori creati con l’intelligenza artificiale: il rapporto 2025 racconta un’emergenza senza precedenti

Abusi sessuali su minori creati con l'intelligenza artificiale. Il rischio è che diventi una macchina per produrre abusi pedopornografici

Nel 2025 il numero di immagini e video di abuso sessuale su minori generati con l’intelligenza artificiale ha raggiunto livelli mai visti prima. Lo dice l’Internet Watch Foundation (IWF), l’organizzazione britannica che dal 1996 individua e fa rimuovere questo tipo di materiale da internet, in un rapporto pubblicato a marzo 2026 e intitolato “Harm without limits”. Secondo gli analisti dell’organizzazione, nel 2025 sono stati identificati 8.029 immagini e video generati con l’IA che mostrano abusi sessuali su minori in modo realistico, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il dato più allarmante riguarda però i video: gli analisti hanno registrato un aumento del 26.362% dei video fotorealistici di abuso, passati da 13 nel 2024 a 3.440 nel 2025. Il fenomeno riguarda l’intero pianeta, coinvolge sia il dark web sia piattaforme commerciali disponibili per chiunque, e sta accelerando proprio ora, mentre governi e aziende tecnologiche discutono su chi debba fermarlo e come.

Chi lancia l’allarme abusi sessuali su minori creati con l’intelligenza artificiale

Internet Watch FoundationInternet Watch Foundation è un ente benefico con sede nel Regno Unito. Il suo compito è cercare online contenuti di abuso su minori, segnalarli e farli togliere dalla rete. Da anni pubblica un rapporto annuale che fotografa la situazione globale di questo fenomeno. Nel report più recente l’organizzazione parla apertamente del rischio che l’intelligenza artificiale diventi quella che i suoi analisti definiscono una “macchina per produrre abusi”, se non verranno introdotte regole più severe fin dalla fase di progettazione dei sistemi di IA.

Il materiale generato con l’intelligenza artificiale non è soltanto aumentato in quantità: è diventato anche più grave

Il rapporto distingue diverse categorie di gravità, e la categoria A è la più estrema, quella che comprende le forme di violenza sessuale più efferate. Ebbene, il 65% dei video di abuso creati con l’IA nel 2025 rientra proprio nella categoria A, contro il 43% registrato nei contenuti non generati artificialmente. In altre parole, chi usa l’intelligenza artificiale per produrre questo materiale tende a creare scene più violente rispetto a chi non la usa. Guardando ai due anni precedenti nel loro insieme, tra il 2024 e il 2025 sono stati individuati complessivamente oltre 15.000 immagini e video generati con l’IA contenenti abusi su minori. AI child abuse at record high as public backs action on unsafe tools +2

Quando è avvenuta questa crescita

L’impennata non è graduale, è stata rapidissima. Già a metà del 2025 i primi dati mostravano un’accelerazione fuori scala: nei primi sei mesi dell’anno le pagine web con materiale generato dall’IA erano salite a 210, contro le 42 dello stesso periodo del 2024, e su queste pagine erano presenti 1.286 video, contro appena due l’anno prima. Il rapporto completo, diffuso all’inizio del 2026 e riferito a tutto il 2025, ha confermato che quello appena concluso è stato, nelle parole dell’organizzazione, l’anno peggiore mai registrato per la diffusione di questo materiale online. Bloomberg

Dove viene creato e diffuso questo materiale

Un aspetto che sorprende molti è che questi contenuti non restano confinati agli angoli più nascosti della rete. Il materiale generato con l’IA compare sia sul dark web sia su piattaforme commerciali del web comune, quello accessibile a chiunque con un normale browser. Gli analisti hanno anche individuato immagini di questo tipo condivise attraverso servizi di chatbot basati sull’intelligenza artificiale, che in alcuni casi arrivano a incoraggiare gli utenti a mettere in scena scenari di abuso simulato. International Women’s Foundation

Perché l’intelligenza artificiale rende tutto più facile

La tecnologia ha abbassato in modo drastico la barriera tecnica necessaria per creare questo tipo di materiale. Gli analisti dell’IWF spiegano che con tecniche di addestramento mirato, chiamate LoRA, è possibile creare un video falso e realistico di un bambino specifico usando appena 20 immagini reali e in soli 15 minuti di lavoro. Questo significa che non serve più alcuna competenza informatica avanzata: bastano poche foto pubbliche, magari prese dai social, e uno strumento di intelligenza artificiale generativa alla portata di tutti. International Women’s Foundation

Chi sono le vittime

I dati del rapporto annuale dell’IWF sul 2025 mostrano che le vittime di questo tipo di abuso sono in grande maggioranza bambine: il 77% delle vittime nelle immagini di abuso sessuale in generale sono femmine, percentuale che sale al 97% quando si guarda solo al materiale generato con l’intelligenza artificiale. Gli analisti segnalano inoltre un problema specifico che riguarda gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni, spesso coinvolti in immagini che si sono autoprodotti, in episodi di sextortion (il ricatto sessuale online) e in contenuti creati o rubati con l’IA. Internet Watch Foundation

Il legame con il ricatto online e il business criminale

Il rapporto segnala un’evoluzione preoccupante: questi contenuti non servono più soltanto a soddisfare chi li cerca, ma stanno diventando anche uno strumento di guadagno per i criminali. Gli analisti hanno trovato i primi segnali di una vera e propria commercializzazione di questo materiale, usato per ricattare le vittime o per essere venduto online. Il fenomeno si intreccia sempre più spesso con la sextortion, in cui un abusatore convince o costringe la vittima a produrre materiale sessuale, per poi minacciarla e chiederle altro materiale, oppure denaro, con richieste che diventano via via più insistenti.

Chi dovrebbe intervenire, secondo gli esperti

Il punto centrale del dibattito che il rapporto rilancia è la responsabilità. Gli analisti dell’IWF sostengono che la sicurezza non può essere aggiunta a un sistema di intelligenza artificiale dopo che è già stato messo online: deve essere pensata e integrata già nella fase di progettazione, prima che il prodotto venga distribuito al pubblico. È il principio noto come “sicuro per progettazione”. A sostegno di questa posizione arriva anche un sondaggio pubblicato insieme al rapporto: più di quattro adulti su cinque nel Regno Unito chiedono al governo di introdurre una regolamentazione che garantisca la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale fin dalla loro progettazione. Internet Watch Foundation

Il caso che ha acceso i riflettori

Il dibattito pubblico su questo tema si è intensificato anche a causa di una vicenda specifica che ha coinvolto Grok, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda xAI di Elon Musk. Il chatbot è finito al centro di polemiche dopo che ha permesso ad alcuni utenti di generare immagini sessualmente esplicite di donne e minori. Un’analisi indipendente condotta a dicembre ha stimato che lo strumento stesse producendo circa un’immagine sessuale non consensuale al minuto, un dato che ha spinto le autorità britanniche ad aprire un’indagine sulla piattaforma. CBS News

Cosa fa già la legge, e cosa manca ancora

Nel Regno Unito, quando un video o un’immagine generati con l’intelligenza artificiale risultano estremamente realistici, la legge li tratta esattamente come se fossero materiale reale, con le stesse conseguenze penali. Negli Stati Uniti, la legge federale vieta espressamente la produzione e la diffusione di questo materiale, che il Dipartimento di Giustizia definisce con un termine più ampio comprensivo anche dei contenuti sintetici. Il problema, secondo gli esperti, è che le norme nazionali corrono sempre un passo indietro rispetto alla velocità con cui evolvono gli strumenti di intelligenza artificiale generativa, ed è per questo che si parla sempre più spesso della necessità di regole internazionali condivise.

Un fenomeno mondiale che richiede una risposta comune

Chi lavora ogni giorno contro questo tipo di abuso online insiste su un concetto chiaro: si tratta di un problema che non conosce confini nazionali e che quindi non può essere risolto da un solo paese. Il materiale viene prodotto in un posto, ospitato su server in un altro, e visto da persone sparse in tutto il mondo. Per questo motivo la protezione dei più piccoli nell’ambiente digitale viene descritta sempre più spesso come una responsabilità condivisa, che riguarda le famiglie, le scuole, le piattaforme tecnologiche, i governi e le stesse aziende che sviluppano i sistemi di intelligenza artificiale.

Riepilogo per chi ha fretta

Quanti contenuti di abuso generati con l’IA sono stati trovati nel 2025?
Sono stati identificati 8.029 immagini e video, il 14% in più rispetto al 2024.

È vero che sono aumentati soprattutto i video?
Sì. I video sono passati da 13 nel 2024 a 3.440 nel 2025, un aumento di oltre 26.000%.

Questo materiale è più o meno grave di quello tradizionale?
È mediamente più grave: il 65% dei video creati con l’IA rientra nella categoria di gravità più estrema, contro il 43% del materiale non generato con l’intelligenza artificiale.

Perché è diventato così facile crearlo?
Perché alcune tecniche di intelligenza artificiale permettono di creare un video falso e realistico di un bambino usando poche immagini reali e pochi minuti di lavoro, senza competenze tecniche avanzate.

Chi sono le vittime più colpite?
Soprattutto le bambine: rappresentano il 97% delle vittime nel materiale generato con l’intelligenza artificiale. Anche gli adolescenti tra i 14 e i 17 anni sono un gruppo particolarmente a rischio.

Cosa c’entra il caso Grok?
Il chatbot di xAI è stato al centro di un’inchiesta dopo che aveva permesso di generare immagini sessuali esplicite di minori, episodio che ha rilanciato il dibattito sulla sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale.

Chi dovrebbe intervenire per fermare il fenomeno?
Secondo gli esperti, la sicurezza va progettata dentro i sistemi di intelligenza artificiale fin dall’inizio, e serve una regolamentazione condivisa tra i vari paesi, perché il fenomeno è globale.

La legge protegge già dai contenuti falsi ma realistici?
In alcuni paesi sì: nel Regno Unito, un materiale sufficientemente realistico viene trattato dalla legge come se fosse reale. Le norme, però, faticano a tenere il passo con la velocità della tecnologia.

Ginevra Leone

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