Il quotidiano Haaretz lo ha definito senza mezzi termini il “ministro della morte”, oggi grazie a lui il governo di Israele si ritrova travolto da una spaventosa crisi diplomatica con il mondo intero a causa del suo Ministro della Sicurezza Nazionale. Itamar Ben-Gvir ha infatti scatenato l’indignazione di tutto il mondo pubblicando un video shock in cui deride e umilia in prima persona gli attivisti umanitari della Global Sumud Flotilla, riprendendoli mentre giacciono bendati e ammanettati a terra nel porto di Ashdod. Questo grave fatto calpesta il diritto internazionale e isola ulteriormente l’esecutivo di Benjamin Netanyahu. Qui vi raccontiamo la reale natura politica del leader di Otzma Yehudit e vi speighiamo Chi è Ben-Gvir, il “ministro della morte” condannato per terrorismo che tratta la Flottilla da terroristi e ha introdotto la legge sul “terrorismo etnico”. I lati oscuri dietro i quali si nasconde carriera politica radicale iniziata nelle file dell’organizzazione terroristica Kach, scandita da oltre cinquanta incriminazioni e da condanne per istigazione al razzismo e supporto al terrorismo, elementi imprescindibili per comprendere i dieci punti più problematici della sua tossica ascesa al potere in Israele.
Itamar Ben-Gvir ha un passato unico nella storia politica d’Israele: è passato dall’essere un attivista radicale monitorato dai servizi di sicurezza interna (Shin Bet) a ricoprire il ruolo politico di Ministro della Sicurezza Nazionale. Ecco chi il “ministro della morte” condannato per terrorismo che tratta la Flottilla da terroristi
Prima di tutto va evidenziato che la sua carica politica gli conferisce l’autorità di vigilanza non solo sulle forze di polizia e sul sistema carcerario, ma anche sull’autorità nazionale dei Vigili del Fuoco e del Soccorso, estendendo il suo controllo su snodi cruciali della sicurezza civile. Ecco alcuni punti salienti:
- Esclusione dalla leva militare (IDF): A 18 anni, le Forze di Difesa Israeliane si sono rifiutate di arruolarlo. È stato riformato perché ritenuto troppo estremo e pericoloso a causa della sua militanza giovanile.
- Le 53 incriminazioni: Nel corso della sua vita ha collezionato oltre 50 rinvii a giudizio per reati legati all’estremismo politico e all’attivismo anti-arabo.
- Le condanne per terrorismo: È stato condannato formalmente almeno 8 volte. Le condanne principali includono istigazione al razzismo, possesso di materiale di propaganda terroristica e sostegno a un’organizzazione terroristica (per la sua vicinanza al movimento Kach).
Il Legame con i Rabbini Ortodossi, il Kahanismo e Otzma Yehudit
L’ideologia di Ben-Gvir affonda le radici nel Kahanismo, una corrente dell’ebraismo ortodosso ultranazionalista fondata dal rabbino Meir Kahane.
- L’ideologia Kach: Il partito fondato da Kahane promuoveva la teocrazia basata sulla legge ebraica (Halacha), la supremazia etnica e l’espulsione forzata dei cittadini arabi. Il movimento è stato bandito in Israele nel 1994 e classificato come organizzazione terroristica. Ben-Gvir ne è stato il coordinatore giovanile.
- L’ascesa con Otzma Yehudit: Oggi Ben-Gvir è il leader di Otzma Yehudit (Potere Ebraico), la formazione di estrema destra erede diretta del kahanismo. Per entrare stabilmente in Parlamento e nel governo di coalizione guidato da Netanyahu, Ben-Gvir si è alleato con la fazione del Sionismo Religioso, capitalizzando il consenso dell’elettorato ultra-ortodosso e dei coloni più radicali.
- Avvocato degli estremisti: Prima di entrare in politica, si è specializzato come avvocato nella difesa legale di estremisti religiosi e coloni radicali (noti come hilltop youth) accusati di crimini d’odio e terrorismo ebraico.
Il Legame con l’Assassinio di Yitzhak Rabin (1995)
Ben-Gvir è salito alla ribalta nazionale nel 1995, poche settimane prima dell’assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin per mano dell’estremista di destra Yigal Amir.
- La minaccia in TV: Un Ben-Gvir diciannovenne apparve in televisione mostrando orgogliosamente il simbolo della Cadillac (il mirino metallico sul cofano) strappato dall’auto ufficiale di Rabin.
- La dichiarazione: Davanti alle telecamere pronunciò una frase rimasta storica:“Siamo arrivati alla sua macchina. Arriveremo anche a lui.”Sebbene non ci siano prove di un suo coinvolgimento logistico diretto nell’attentato eseguito da Yigal Amir, Ben-Gvir è considerato uno dei principali attori della violenta campagna di delegittimazione che ha creato il clima ideologico propizio all’assassinio.
I 10 punti più problematici della sua figura
La tossicità politica e istituzionale di Ben-Gvir viene riassunta dagli analisti in dieci nodi centrali:
- Culto di Baruch Goldstein: Per anni ha tenuto appeso nel suo salotto il ritratto di Baruch Goldstein, il terrorista ebreo che nel 1994 massacrò 29 palestinesi in preghiera a Hebron. Lo ha rimosso solo prima delle elezioni per convenienza politica.
- Istigazione all’odio etnico: Ha guidato per decenni cori pubblici come “Morte agli arabi” e promosso cartelli con lo slogan “Espellere il nemico arabo”.
- Armamento incontrollato dei civili: Da ministro, ha modificato i regolamenti per concedere oltre 230.000 nuove licenze d’armi a cittadini e coloni, creando di fatto gruppi di vigilanti civili non addestrati.
- Tentata politicizzazione della Polizia: Ha cercato ripetutamente di interferire nelle decisioni operative sul campo scavalcando l’autorità dell’Ispettore Generale (il capo operativo di carriera del corpo), spingendo l’Avvocato Generale dello Stato a denunciarne i danni all’ordine democratico.
- Abusi nel sistema carcerario: Ha promosso una politica deliberata di drastico peggioramento delle condizioni dei detenuti palestinesi, limitando cibo, acqua e visite, attirando denunce globali per trattamenti disumani e torture.
- Provocazioni sulla Spianata delle Moschee: Ha violato ripetutamente lo status quo geopolitico recandosi in visita provocatoria al Monte del Tempio/Spianata delle Moschee, un’azione considerata un detonatore per i conflitti religiosi nella regione.
- Sabotaggio della diplomazia: Ha ricattato costantemente la coalizione di governo guidata da Netanyahu, minacciando le dimissioni di Otzma Yehudit per bloccare qualsiasi accordo di tregua o cessate il fuoco a Gaza.
- Appoggio alla violenza dei coloni: È accusato di garantire l’impunità e coprire politicamente le violenze sistematiche commesse dai coloni radicali contro le comunità palestinesi in Cisgiordania.
- Isolamento internazionale d’Israele: È colpito da restrizioni di viaggio e congelamento dei beni da parte di Paesi come Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Singoli Stati europei (come Spagna e Olanda) lo hanno dichiarato ufficialmente “persona non gradita” vietandogli l’ingresso; l’Unione Europea, tuttavia, non ha applicato un bando totale all’intera area Schengen, preferendo sanzioni mirate contro i gruppi e i coloni estremisti operanti in Cisgiordania.
- Il caso recente della Flotilla (Maggio 2026): Ha scatenato una gravissima crisi diplomatica internazionale pubblicando sui social video in cui deride e umilia attivisti umanitari internazionali bendati e ammanettati a terra (tra cui cittadini italiani), definendoli “sostenitori del terrorismo”. L’atto è stato condannato fermamente dal premier Netanyahu, dal Quirinale e dal governo italiano, che lo hanno definito “incivile”.
La Visione dei Media: Stampa Israeliana (Haaretz) vs. Stampa USA
La Stampa Israeliana (Il ruolo di Haaretz)
Il quotidiano progressista israeliano Haaretz è la voce più critica in assoluto.
- Ha definito Ben-Gvir l’“uomo di riferimento” per i terroristi ebrei, sottolineando che la sua lista di clienti storici sembra il catalogo del radicalismo violento in Israele.
- In numerosi editoriali, i giornalisti lo hanno descritto come il “Ministro del Disastro Nazionale” (e in senso lato “ministro della morte”), accusandolo di alimentare scientemente la violenza carceraria e di piazza per mero calcolo elettorale, distruggendo l’immagine internazionale dello Stato. Il giornale ha ampiamente documentato l’allargamento delle indagini della Corte Penale Internazionale (CPI) sulle violenze in Cisgiordania che includono la sua figura, sebbene formali mandati d’arresto o condanne nei suoi confronti non siano ancora stati emessi o confermati dall’Aia.
La stampa americana ed internazionale su chi è Ben-Gvir e il suo aver parlato di terrorismo rispetto alla Flottilla
La stampa statunitense (come il New York Times o il Washington Post) e le cancellerie occidentali mantengono una linea di totale boicottaggio diplomatico nei suoi confronti.
- Viene descritto come un “piromane politico” e una minaccia esistenziale per la democrazia israeliana.
- Perfino le voci tradizionalmente più vicine a Israele negli Stati Uniti hanno espresso profondo rigetto: l’ambasciatore americano Mike Huckabee ha recentemente definito “disdicevole” il comportamento di Ben-Gvir, accusandolo di aver “tradito la dignità della sua stessa nazione”.
Giovanni Scafoglio
Nota dell’autore: Chi è Ben-Gvir, il “ministro della morte” condannato per terrorismo che tratta la Flottilla da terroristi. nel rispetto del principio di massima trasparenza e accuratezza giornalistica, si dichiara che le informazioni storiche, biografiche e i riscontri di cronaca presenti in questo articolo sono stati sottoposti a un processo di verifica incrociata e deep research attraverso i tre principali modelli di intelligenza artificiale d’avanguardia. Questo metodo di fact-checking e debunking è stato applicato specificamente per interrogare i database globali e neutralizzare i bias algoritmici derivanti dalle note campagne di posizionamento web e dai massicci investimenti commerciali e tecnologici con cui il governo israeliano tenta di orientare e rendere più “amichevoli” le risposte dei chatbot commerciali.
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