Installato 80 anni fa il primo computer programmabile della storia, era l’Eniac, occupava 180 metri quadrati e a programmarlo furono sei donne. Altri calcolatori prima di questo avevano posseduto alcune di queste caratteristiche, ma l’Eniac fu il primo ad averle tutte. Furono sei donne a programmarlo.
Il primo computer della storia
Il 15 febbraio 1946, 80 anni fa, venne installato all’Università della Pennsylvania il primo computer programmabile, elettronico e digitale della storia: era l’Eniac, acronimo di Electronic numerical integrator and computer. Altri calcolatori prima di questo avevano posseduto alcune di queste caratteristiche, ma l’Eniac fu il primo ad averle tutte.
A progettarlo, in oltre 7.200 ore di lavoro, furono i due americani J. Presper Eckert e John Mauchly, ma la sua programmazione venne affidata a sei donne
selezionate tra circa 200 candidate e soprannominate le ‘Eniac Girls‘: Fran Bilas, Jean Jennings, Ruth Lichterman, Kay McNulty, Betty Snyder e Marlyn Wescoff. Insieme a Ada Lovelace, queste donne furono le prime programmatrici della storia, ma il loro ruolo non venne mai riconosciuto ufficialmente.
L’Eniac occupava una superficie di 180 metri quadrati, pesava circa 30 tonnellate e assorbiva una quantità di energia tale da causare un blackout nella zona Ovest di Philadelphia al momento della sua messa in funzione. La costruzione richiese quasi 487mila dollari, una somma otto volte maggiore di quella inizialmente stimata, e 18mila valvole termoioniche, componenti che sono poi stati sostituiti dai transistor, inventati solo un anno dopo.
Il computer generava una quantità enorme di calore, che inizialmente bruciava le valvole al ritmo di una ogni due minuti
Si calcola, infatti, che nel periodo in cui rimase in funzione, fino al 2 ottobre 1955, si rese necessaria la sostituzione di circa 19mila valvole.
L’Eniac vide la luce per scopi bellici: l’idea era quella di avere una macchina capace di risolvere i problemi di calcolo balistico per il lancio dei proiettili d’artiglieria. Ma le sue capacità furono sfruttate anche per la realizzazione della bomba a idrogeno, per classificare i dati ottenuti con i censimenti della popolazione e per ottenere la prima previsione meteorologica al computer.
Fonte Ansa
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