Secondo l’istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, è “fiducia” la parola dell’anno 2025. Fiducia deriva dal latino fidĕre, cioè fidarsi, confidarsi, affidarsi a sé stessi e all’Altro. Potrebbe sembrare caricaturale la scelta di questa parola in un mondo permeato da guerre, dal disimpegno affettivo, dall’indifferenza e dall’individualismo sfrenato. Ma è proprio a causa dell’odierno scenario geopolitico e sociale, che la Treccani ha scelto la parola “fiducia”, perché vi è la necessità di restituirle senso e significato.
La fiducia è l’altrove in cui è possibile pensare al domani con speranza
Il vocabolario Treccani definisce la parola “fiducia” come «l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi». Avere fiducia significa saper stare al sicuro, cioè saper dare e prendere e amore. Vuol dire sentire la sicurezza di poter ricevere una mano tesa, di potersi affidare all’Altro, di trovare “presenza” nel dolore e nella miseria. Significa rivolgere uno sguardo acceso e incoraggiante verso il futuro nonostante gli inciampi, i fallimenti e le incertezze del proprio tempo.
La fiducia è l’altrove in cui è possibile pensare al domani con speranza, è il luogo dove abita il coraggio della vita che si apre alle meraviglie del mondo, che non si arrende di fronte alla violenza e all’ingiustizia. La fiducia digrigna i denti, sa resistere anche se tutto intorno crolla.
Oggi, vi è l’urgente bisogno di resistere alle rovine del nostro tempo, di non girare le spalle alla sofferenza, di prediligere l’approfondimento alla superficialità, la cultura umanistica a quella tecnico-scientifica. La scelta della parola “fiducia” per riassumere l’anno 2025 è un invito a ritrovare la capacità di fidarsi e affidarsi al prossimo, ad avere fede nel futuro e nella ricerca di nuove aspirazioni e nuovi obiettivi da raggiungere.
“Avere fiducia è un atto di lealtà, un pilastro che rimane immobile lungo tutto l’arco dell’esistenza, affidarsi è una pratica che ha bisogno di gesti quotidiani, di verifiche che confermano e solidificano questo rapporto, che chiamerei di amore, fra noi e gli altri” (Paolo Crepet, Lezioni di sogni).
Mai come in questo tempo c’è bisogno di punti fermi per non smarrirsi, per avere certezze a cui aggrapparsi e per riempire di senso il vivere quotidiano che talvolta ferisce e disincanta, talaltra impedisce di pensare e di fare “fatica”.
In fondo, avere fiducia richiede fatica, cioè sforzo e impegno nel costruire e coltivare le relazioni, nell’ascoltare l’Altro, nel volere bene a sé stessi, nell’investire il proprio tempo libero per migliorarsi e per essere di supporto a chi ci sta accanto. Scegliere la fiducia equivale ad uscire dal proprio guscio e anteporre il Noi all’Io.
Oggi si è davvero poco disposti e predisposti a questa fatica, perché tutto è facilmente sostituibile, qualsiasi azione è delegata ad una macchina. L’utilizzo massiccio dell’ intelligenza artificiale sta sostiuendosi all’uomo e alle sue principali funzioni.
Qualsiasi attività, che prima era delegata al cervello, all’atto del fare e del pensare, ora è appannaggio della tecnica e del continuo interrogare i chatbot a discapito dei rapporti umani e delle conversazioni scomode.
Anche se si sta male, anche quando servirebbe un abbraccio, ci si affida ad un computer che tutto sa, ma di certo non può sentire né provare emozioni. Anzi, può innescare atteggiamenti negativi in chi lo utilizza, in chi non ha le risorse per una fruizione proficua.
Dalla parola fiducia al termine “Rage bait”
Al contrario della Treccani, l’Oxford Dictionary ha individuato un termine meno consolatorio per raccontare il 2025, ovvero “Rage bait”.
Rage bait significa “esca per la rabbia” e fa riferimento a tutti quei contenuti online che dividono, che suscitano la rabbia, l’odio e la violenza degli utenti. Si tratta di contenuti spazzatura, che vengono diffusi con l’obiettivo di diventare virali e di generare engagement.
Tra la strada della fiducia e quella che istiga alla rabbia non può esserci, non dovrebbe esserci partita. Bisognerebbe scegliere la fiducia come gesto di amore verso sé stessi, come risposta alla chiamata della vita.
In questo tempo, corroso da crisi sociali e politiche, da guerre inarrestabili, avere fiducia è una scelta coraggiosa, perché significa ritornare a fidarsi delle persone, di una voce narrante, di uno sguardo profondo, di una mano che accarezza. Avere fiducia vuol dire tornare a parlare con un amico, a chiedere consigli ad un Maestro, a sfogliare un libro, a visitare un museo.
Occorre fiducia per affidarsi al mondo, quello fisico, fatto di verità, di materia, di certezze che restano in piedi.
Che la parola “fiducia” scelta da Treccani per il 2025 possa rappresentare per le persone il cantiere in cui costruire sogni e difendere il futuro.
Se ti è piaciuto, leggi anche:
- Cultura aziendale 996. L’equilibrio tra vita privata e lavoro è già passato di moda?
- Le parole e gli argomenti più cercati su Google dagli italiani nel 2025
- Cos’è il Rage bait, parola dell’anno 2025 secondo l’Oxford Dictionary
- Cos’è il Brain Rot e perché è la fotografia della nostra società?

