Per chi vuole restare informato, in questo articolo riepiloghiamo quelle che per la nostra redazione sono state le notizie più interessanti relative all’intelligenza artificiale di settembre. Dalla Dead Internet Theory: ChatGPT distruggerà il web? A Whitney Houston che ‘torna’ in tournée grazie all’IA. Le dichiarazioni dei fondatori di ChatGpt che riconoscerà adolescenti per evitare i temi sensibili. Inoltre Chatgpt ci sta rendendo stupidi? E Spotify porta avanti una campagna contro i brani generati da iA tranne quelli generati proprio da lei? Fino a quella che per noi è la più rilevante e che non ha avuto spazio sui media italiani: Da ChatGPT a Gemini, i chatbot basati su iA rilanciano fake news nel 35% dei casi: il doppio rispetto al 2024. Inoltre Ecco le persone con cui litighi o che provano ad adescare tuo figlio: sono bot gestiti da iA.
Le più importanti notizie sull’intelligenza artificiale di settembre
Dead Internet Theory: ChatGPT distruggerà il web?
La Dead Internet Theory è nata come ipotesi marginale in un forum di nicchia, ma nel tempo ha catturato l’attenzione di giornalisti, ricercatori e persino di protagonisti dell’innovazione tecnologica. Secondo i suoi sostenitori, gran parte di internet sarebbe ormai “morto”: non più uno spazio libero abitato da persone reali, ma un’enorme distesa di contenuti generati da bot e algoritmi, progettati per influenzare gusti, opinioni e consumi. All’inizio sembrava un racconto cospirazionista, utile più a spiegare un disagio culturale che una realtà concreta. Oggi, però, i numeri sul traffico automatizzato e l’ondata di contenuti creati dalle intelligenze artificiali mettono la teoria sotto una nuova luce. Da qui la domanda che molti iniziano a porsi: ChatGPT distruggerà il web?
Whitney Houston ‘torna’ in tournée grazie all’IA
Gli eredi di Whitney Houston, insieme a Primary Wave Music e Park Avenue Artists, hanno in programma di resuscitare sul palco la cantante, morta nel 2012 al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills a 48 anni, adottando nuove tecnologie per estrarne la voce dalle registrazioni originali in particolare grazie all’uso dell’iA.
ChatGpt riconoscerà adolescenti per evitare i temi sensibili
OpenAI sta sviluppando un sistema progettato per identificare automaticamente gli utenti adolescenti e limitare il loro utilizzo di ChatGpt, evitando temi come il suicidio. In un post sul blog, Sam Altman, co-fondatore dell’azienda, ha affermato che il chatbot sarà dotato di una modalità di risposta appropriata all’età, tra cui un blocco dei contenuti espliciti di natura sessuale. Vedremo se il boss di OpenAi ri riuscirà o sarà solo l’ennesima operazione di cosmetica di comunicazione come quelle adottate da Meta.
Da ChatGPT a Gemini, i chatbot basati su iA rilanciano fake news nel 35% dei casi: il doppio rispetto al 2024
Da ChatGPT a Gemini, i chatbot basati su iA rilanciano fake news nel 35% dei casi. È il doppio rispetto al 2024, quando l’errore medio era al 18%, secondo l’ultimo audit di NewsGuard. Nello stesso periodo le non risposte sono scese dal 31% a quasi zero: i sistemi parlano di più, ma sbagliano più spesso inventando completamente la risposta. Un segnale d’allarme per chi usa questi strumenti per informarsi o lavorare con le notizie. Manca trasparenza. Ma non è tutto. Ricercatori e reporter hanno documentato tattiche di avvelenamento del web con siti-esca e contenuti manipolati che spingono su narrazioni false. In pratica da ChatGPT a Gemini, i chatbot basati su iA rilanciano fake news nel 35% dei casi: il doppio rispetto al 2024, sono fatti che ho documentato da anni e nel mio saggio Intelligenza Criminale. Ma è stato come predicare nel deserto. Leggi l’articolo.
Chatgpt ci sta rendendo stupidi?
Articoli, post sui social e reel dei sedicenti guru delle iA rimbalzano ovunque ripetendo la stessa domanda: ChatGPT ci rende stupidi? Cosa dicono i nuovi studi su attività cerebrale, memoria e pensiero critico? Sventolano grafici, MIT, EEG e paper, citano le attività cerebrali, richiamano lo studio del MIT e altri lavori, però resta il dubbio centrale: hanno davvero compreso e analizzato i dati oppure stanno inseguendo il trend del momento? Su quali basi fondano le loro tesi, hanno letto metodi, limiti e contesto sperimentale o si sono fermati ai titoli? Quante di quelle certezze nascono da un copia e incolla di lanci di agenzia, senza verifiche, senza distinguere correlazione e causalità, senza chiedersi come sono stati usati gli strumenti e in quali condizioni. Qui proviamo a rimettere ordine, separando ciò che emerge davvero dagli studi da ciò che i commentatori ripetono per inerzia, e soprattutto rimettendo al centro il pensiero critico, l’unico antidoto alla pigrizia intellettuale mascherata da entusiasmo tecnologico.
Spotify ha pubblicato brani di artisti scomparsi generati dall’iA
Spotify ha pubblicato brani di artisti scomparsi generati dall’IA senza consenso, scatenando una polemica che investe il mondo della musica digitale. La piattaforma di streaming più popolare al mondo si ritrova accusata di aver ospitato canzoni create con intelligenza artificiale e attribuite a musicisti deceduti, senza l’autorizzazione di etichette o familiari. Un episodio che solleva dubbi sulla trasparenza del servizio e apre interrogativi urgenti sul futuro della creatività nell’era dell’IA.
Ecco le persone con cui litighi o che provano ad adescare tuo figlio: sono bot gestiti da iA
Dietro uno schermo pensi di parlare con una persona, ma dall’altra parte potrebbe esserci solo un algoritmo. I sistemi di iA stanno gestendo decine di account “fantasma”, pronti a chattare, commentare, litigare e persino manipolare come se fossero veri esseri umani. In questo video reale: ecco le persone con cui litighi o che provano ad adescare tuo figlio: sono bot gestite da iA.
La redazione

