Fatima Hassouneh, una giornalista palestinese e 10 membri della sua famiglia, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi oggi in un attacco aereo israeliano che ha colpito la loro abitazione a Gaza City il 16 aprile. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui jet israeliani hanno bombardato l’abitazione di Fatima Hassouneh nel quartiere di Tuffah, a est della città di Gaza, uccidendola insieme ai suoi parenti. il bilancio delle vittime della guerra a 51 mila, compresi i 212 operatori dell’informazione, secondo il conteggio del Centro per la protezione dei giornalisti palestinesi
Chi era Fatima Hassouneh Giornalista palestinese uccisa a Gaza
Hassouneh era una fotoreporter ma anche un’avvocata. Stava lavorando alla post-produzione di un reportage che documenta una giornata a Gaza di una giovane durante il cessate il fuoco, che Netanyahu ha rotto il 18 marzo scorso. “Quanti bambini stanno portando pesi troppo grandi per la loro età, quando invece dovrebbero essere a scuola”, scriveva Hassouneh, annotando i suoi pensieri durante la tregua fragile. “Niente è più bello che tornare a casa, nonostante il viaggio faticoso e la lunga attesa”.
212 operatori dell’informazione uccisi dall’inizio del conflitto. la scritta “PRESS” sui giubbotti e sui veicoli non garantisce più alcuna tutela
Secondo i dati forniti dal Palestinian Journalists Syndicate e confermati da Reporters Without Borders, Fatima Hassouneh è la 212ª operatrice dell’informazione uccisa durante il conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Si tratta del numero più alto mai registrato in un singolo conflitto nel XXI secolo. Le vittime civili, secondo gli aggiornamenti ufficiali, hanno superato le 51.000 unità.
Con la quasi totale assenza di media internazionali sul territorio, i giornalisti locali sono diventati l’unica voce in grado di raccontare gli eventi sul campo. La loro eliminazione sistematica, spesso in contesti civili e senza giustificazioni pubbliche, rappresenta un attacco al diritto all’informazione e alla trasparenza.
Ginevra Leone
Fonti
- The Guardian, 18 aprile 2025
- Plan International, dichiarazione ufficiale del 16 aprile 2025
- Reporters Without Borders, aggiornamento aprile 2025
- Palestinian Journalists Syndicate, comunicato aprile 2025
- Human Rights Watch, nota 17 aprile 2025
Leggi anche
- La dittatura dei social: i lettori non vogliono più essere informati, ma pretendono solo conferme – Riflessioni sul giornalismo moderno
- Odio, polarizzazione ed engagement sono la nuova corsa all’oro
- Mai fidarsi degli Usa. Tutte le volte che hanno tradito gli alleati
- Sono 550 i giornalisti detenuti o dispersi nel mondo

