Wikipedia perde l’8 per cento di traffico a causa delle iA

Wikipedia perde l’8 per cento di traffico a causa delle iA. Ma non possiamo fingere che Wikipedia sia solo vittima delle iA

La Wikimedia Foundation rivede le metriche e ripulisce i dati dai bot, mentre in Italia gli editori chiedono all’Agcom di valutare gli effetti dei riassunti generati dall’IA nei risultati di ricerca. Di fatto l’uso delle iA e il saccheggio di queste ultime dai siti sta generando la morte del web.

Che cosa sta succedendo tra Wikipedia e le iA

La Wikimedia Foundation segnala un calo di circa l’8 per cento delle visualizzazioni di pagina attribuibili a persone rispetto agli stessi mesi del 2024. Il dato emerge dopo un aggiornamento dei sistemi che distinguono in modo più accurato gli accessi umani da quelli automatizzati. La revisione si è resa necessaria quando, a partire da maggio 2025, sono comparsi volumi anomali di visite che sembravano normali sessioni, concentrati in particolare in Brasile. Le verifiche tecniche hanno riclassificato una quota rilevante di quel traffico come bot progettati per aggirare i filtri. Ripuliti i numeri, la tendenza resta chiara: una parte degli utenti ottiene risposte senza passare dalle pagine dell’enciclopedia. Puoi approfondire leggendo: Oltre il 40% del traffico web è generato da bot: social compresi!

Il punto è che l’IA riduce i clic

I motori di ricerca mostrano sempre più spesso un riassunto generato dall’IA in cima alla pagina dei risultati. Google lo chiama AI Overviews. È una risposta testuale che combina più fonti e che talvolta si alimenta anche dei contenuti di Wikipedia. Se quel testo soddisfa la domanda, l’utente non apre i link sottostanti. In parallelo crescono le ricerche svolte direttamente su chatbot e piattaforme social, con un’attenzione particolare per i video brevi. Il risultato è un tempo maggiore trascorso in ambienti che forniscono una sintesi pronta all’uso, e un numero minore di pagine visitate sui siti che hanno prodotto le informazioni.

Impatto su comunità e qualità

Wikipedia vive grazie alla comunità di volontari e alle donazioni. Meno visite significano meno possibilità di coinvolgere nuovi contributori e meno contatti con i messaggi di raccolta fondi. A lungo andare questo può pesare sulla velocità degli aggiornamenti, sulla manutenzione delle voci e sul controllo delle fonti. La Foundation indica proprio questi rischi come priorità da presidiare: salvaguardare la capacità di revisione continua, evitare buchi nelle cronologie, mantenere standard di accuratezza elevati anche con un bacino di lettori più piccolo.

A tale proposto in Italia gli editori, riuniti nella Fieg, hanno presentato un reclamo all’Agcom

Al centro ci sono gli effetti dei riassunti IA in cima ai risultati di ricerca. Quando la risposta completa occupa la parte alta della pagina, i link ai giornali scendono e ricevono meno clic. Per gli editori questo impatta sulla visibilità, sulla pubblicità e, in definitiva, sul pluralismo informativo. Le associazioni chiedono trasparenza sui criteri con cui questi riassunti vengono generati e sulle modalità di attribuzione delle fonti. La discussione riguarda anche il quadro europeo del Digital Services Act, con l’attenzione puntata su responsabilità, correttezza e tracciabilità dell’informazione.

La comunità di redattori di Wikipedia ha respinto l’ipotesi di inserire riassunti generati dall’IA in testa alle voci

La linea attuale punta su tre azioni concrete. Primo, migliorare il rilevamento dei bot per misurare con precisione il traffico reale e individuare in anticipo accessi anomali. Secondo, progettare funzioni che aiutino i lettori a trovare rapidamente gli approfondimenti, soprattutto da mobile, con percorsi di navigazione semplici e inviti chiari a esplorare le sezioni correlate. Terzo, lavorare con i grandi utilizzatori dei dati di Wikipedia per garantire una corretta attribuzione e la presenza di link visibili verso le pagine sorgente.

Il quadro conferma uno spostamento delle abitudini: più risposte sintetiche, meno clic verso le fonti

Quando compare un riassunto generato dall’iA in cima alla ricerca, le persone cliccano molto meno sui siti di origine. Gli studi più solidi mostrano che, in quelle pagine, solo circa l’8 per cento delle visite sfocia in un clic verso un risultato tradizionale, mentre senza riassunto la quota sale intorno al 15 per cento. I link incorporati nel riquadro dell’iA raccolgono circa l’1 per cento dei clic, quindi spostano attenzione senza riportare traffico significativo. Le analisi su larga scala parlano inoltre di una crescita delle ricerche “zero-click” e di cali del tasso di clic tra un terzo e quasi la metà quando l’iA sintetizza la risposta. In pratica l’utente ottiene subito una spiegazione abbastanza buona, resta nella pagina del motore e non raggiunge più il sito che ha prodotto i contenuti. Questa dinamica riduce le pagine viste e comprime le opportunità di scoperta, abbonamenti e raccolta fondi per gli editori. E’ qualcosa che abbiamo già raccontato in passato nell’articolo: Dead Internet Theory: ChatGPT distruggerà il web?

Non possiamo fingere che Wikipedia sia solo vittima delle iA

Da anni la Wikimedia Foundation vende accessi premium ai propri dati con Wikimedia Enterprise, e dal 2022 ha tra i clienti paganti Google, che usa quei flussi per alimentare prodotti basati sull’iA. In parallelo la Foundation ha spinto canali ufficiali per sviluppatori e modelli, con dataset strutturati su Kaggle e accordi mirati con soggetti dell’ecosistema iA. Risultato concreto: le risposte sintetiche funzionano meglio perché attingono a contenuti verificati, spesso senza generare un clic di ritorno. La scelta di monetizzare l’accesso industriale e di facilitare l’uso dei dati in ambito iA ha quindi contribuito al quadro attuale. Non tutto è trasparente, perché l’elenco completo dei clienti non è pubblico e non esistono conferme ufficiali su player come OpenAI. Ma il punto resta: Wikipedia, mentre denuncia l’erosione del traffico, ha anche sostenuto i canali che rendono possibile quella stessa disintermediazione.

Ginevra Leone

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