OpenAI ha annunciato ufficialmente la chiusura di Sora, il suo rivoluzionario generatore di video. Nonostante un accordo storico da un miliardo di dollari con la Disney per portare i personaggi Marvel e Star Wars nell’IA, il progetto è naufragato. Le motivazioni ufficiali parlano di una nuova strategia verso l’Intelligenza Artificiale Generale , quella vera, (AGI), ma i veri motivi riguardano perdite finanziarie per 14 miliardi di dollari, costi di gestione insostenibili (15 milioni al giorno) e l’incapacità tecnica di eliminare i fastidiosi “errori visivi” dai video generati.
Sora chiude: il sogno infranto del cinema generato dall’intelligenza artificiale
Immaginate di poter creare un film della Disney semplicemente scrivendo una frase sul computer. Questo era l’obiettivo di Sora, lo strumento di OpenAI che prometteva di rivoluzionare Hollywood. Tuttavia, proprio quando l’accordo con la casa di Topolino sembrava pronto a cambiare la storia, è arrivata la notizia che nessuno si aspettava: Sora chiude i battenti.
In questo articolo analizzeremo cosa è successo davvero dietro le quinte, distinguendo tra le “scuse” ufficiali e la realtà economica e tecnica che OpenAI sta cercando di tenere nascosta.
L’accordo miliardario con Disney: Un matrimonio mai celebrato
Alla fine del 2025, il mondo tecnologico era in fermento. Disney aveva promesso un investimento di un miliardo di dollari in OpenAI. In cambio, Sora avrebbe avuto accesso a un tesoro inestimabile: i diritti su oltre 200 personaggi, tra cui i supereroi Marvel, i jedi di Star Wars e i protagonisti dei film Pixar.
L’idea di Bob Iger, il capo della Disney, era quella di usare l’IA per creare contenuti nuovi e spettacolari su Disney+. Ma l’alleanza era fragile: i fan temevano che la qualità Disney venisse sostituita dalla “spazzatura digitale” dell’IA, e gli attori protestavano per il rischio di essere sostituiti da copie virtuali.
Il 24 marzo 2026, l’accordo è ufficialmente fallito. Nonostante le promesse, nessun soldo è passato di mano e la collaborazione è stata cancellata con una telefonata dell’ultimo minuto.
Le versioni ufficiali: La narrazione di OpenAI
Perché chiudere un progetto così famoso? OpenAI ha fornito diverse spiegazioni ufficiali per rassicurare gli investitori e il pubblico:
- Obiettivo AGI: L’azienda sostiene di voler concentrare tutte le proprie energie sulla creazione dell’AGI (Artificial General Intelligence), ovvero un’intelligenza artificiale capace di superare l’uomo in ogni compito.
- Focus sulla produttività: OpenAI vuole trasformarsi da “fabbrica di video divertenti” a fornitore di strumenti per aziende e programmatori.
- Nuovi modelli: L’attenzione si è spostata su un nuovo progetto chiamato “Spud”, un modello linguistico pensato per scrivere software e gestire dati, non per creare filmati.
Secondo Fidji Simo, una delle dirigenti di OpenAI, Sora era diventata una “side quest” (una missione secondaria), una distrazione troppo costosa rispetto al vero obiettivo della società.
I veri motivi: quello che OpenAI non vuole ammettere
Se scartiamo la propaganda aziendale, emergono quattro motivi brutali che hanno portato alla morte di Sora. Ne avevamo già parlato qui: Il declino di OpenAI: 14 miliardi di perdite e il fallimento tecnico del tono piatto di ChatGPT-5.2
1. Un buco nero finanziario da 14 miliardi
OpenAI sta perdendo cifre astronomiche. Le proiezioni per il 2026 parlano di un deficit di 14 miliardi di dollari. Sora era il prodotto più costoso di tutti: per farlo funzionare, l’azienda spendeva circa 15 milioni di dollari ogni singolo giorno. A fronte di questi costi, Sora guadagnava pochissimo (solo 2 milioni di dollari in sei mesi). Era un’attività economicamente impossibile da sostenere per un’azienda che vuole quotarsi in borsa.
2. Le GPU “in fiamme” e il problema del calcolo
Per generare un video di pochi secondi servono migliaia di processori potentissimi (le GPU). Sora consumava così tanta energia e potenza di calcolo da rallentare lo sviluppo degli altri prodotti di OpenAI, come ChatGPT-5. Internamente si diceva che Sora stesse “fondendo le macchine”: era diventato un peso insostenibile per l’infrastruttura tecnologica dell’azienda.
3. Allucinazioni visive e “AI slop”
Nonostante i miglioramenti, Sora non era abbastanza bravo per gli standard Disney. I video presentavano spesso errori assurdi: persone con sei dita, oggetti che sparivano nel nulla o leggi della fisica completamente ignorate. Per un colosso come Disney, che punta sulla perfezione visiva, questi video sembravano prodotti di scarsa qualità, definiti sprezzantemente “AI slop” (scarti dell’IA). La tecnologia non era ancora pronta per il grande schermo.
4. La paura dei tribunali e dei deepfake
Sora era diventato il paradiso dei creatori di deepfake. Video falsi di personaggi storici o scene violente create dagli utenti stavano mettendo OpenAI nei guai con la legge e con l’etica. Di fronte al rischio di cause legali miliardarie per violazione del copyright e danni d’immagine, l’azienda ha preferito staccare la spina prima che la situazione diventasse irrimediabile.
Conflitti interni: La lotta per il potere
Dietro la chiusura di Sora c’è stata anche una battaglia tra i vertici della società. Da una parte il CEO Sam Altman, che voleva continuare a sognare in grande con i video; dall’altra Fidji Simo, che voleva un’azienda più concreta e orientata al profitto. La vittoria di Simo ha segnato la fine del ramo creativo di OpenAI per dare priorità all’automazione industriale e al software per ufficio.
Domande frequenti (FAQ)
Perché Sora ha chiuso nonostante l’investimento di Disney?
Sora ha chiuso perché i costi per mantenerlo attivo (15 milioni di dollari al giorno) erano molto più alti di quanto Disney avesse promesso di investire. Inoltre, la qualità dei video non era all’altezza dei film Disney.
Cosa succede ai video che Sora ha già creato?
I video esistenti rimarranno come esempi tecnologici, ma l’applicazione ufficiale è stata rimossa e il servizio non sarà più accessibile al pubblico o ai creatori di contenuti.
OpenAI smetterà di fare intelligenza artificiale?
Assolutamente no. OpenAI sta solo cambiando direzione: passerà dalla creazione di video alla creazione di assistenti digitali molto più potenti (gli “agenti”) e strumenti per il lavoro d’ufficio e la programmazione.
Quali sono stati i problemi tecnici principali di Sora?
Il modello soffriva di “allucinazioni visive”: non riusciva a gestire correttamente la coerenza degli oggetti (che apparivano e sparivano) e la fisionomia umana (mani e volti distorti).
Ci sono alternative a Sora?
Sì, altre aziende come Google (con Veo) e startup come Runway o Pika continuano a sviluppare generatori di video, anche se dovranno affrontare le stesse sfide economiche e legali che hanno fermato OpenAI.
Ginevra Leone
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