Frankenstein Junior: compie 50 anni il capolavoro di Mel Brooks

Frankenstein Junior: compie 50 anni il capolavoro di Mel Brooks che dissacrò per sempre il mito del mostro di Frankenstein

Il 15 dicembre 1974 debuttava nelle sale americane un film destinato a diventare un cult indiscusso: “Frankenstein Junior” di Mel Brooks. Ora, a cinquant’anni dalla sua uscita, il capolavoro viene celebrato con una versione rimasterizzata in 4K, un tributo dovuto a una delle commedie più geniali della storia del cinema.

Un’idea geniale nata dalla mente di Gene Wilder

L’operazione alla base di Frankenstein Junior era tanto semplice quanto rivoluzionaria: prendere un classico dell’horror gotico e trasformarlo in una parodia esilarante. L’idea originale fu di Gene Wilder, che oltre a interpretare il protagonista, Frederick Frankenstein, contribuì alla scrittura della sceneggiatura insieme a Mel Brooks.

Il film si ispira al celebre romanzo gotico di Mary Shelley, Frankenstein o il moderno Prometeo, pubblicato nel 1818 e considerato una pietra miliare della letteratura. Ma non solo: Brooks e Wilder si rifanno anche alla tradizione cinematografica, in particolare al “Frankenstein” di James Whale del 1931, con il suo iconico bianco e nero e l’atmosfera espressionista.

La trama: una Transilvania piena di risate e sarcasmo

La storia inizia nella New York degli anni Trenta, dove il professor Frederick Frankenstein (Gene Wilder), nipote del famigerato Victor von Frankenstein, riceve in eredità un castello in Transilvania. Scettico sulle folli ricerche del nonno, Frederick parte per la Romania e viene accolto da una galleria di personaggi indimenticabili: l’aiutante gobbo Igor (interpretato da uno straordinario Marty Feldman), la procace assistente Inga (Teri Garr) e l’inquietante governante Frau Blücher (Cloris Leachman).

Nel castello, Frederick scopre gli appunti del nonno e, dopo averli letti, pronuncia una delle frasi più iconiche del film: “Si può fare!”. La missione? Dare nuova vita a un cadavere, ripercorrendo le orme del celebre barone.

Scene cult e battute immortali

Il film è una sequenza ininterrotta di gag memorabili e battute fulminanti. Una delle scene più esilaranti è quella dell’operazione di trapianto di cervello: Igor, incaricato di recuperare il cervello di un grande scienziato, torna con quello di un “abnormal”, ovvero un individuo mentalmente instabile. Il risultato è un mostro gigantesco ma tutt’altro che raffinato, interpretato magistralmente da Peter Boyle.

Indimenticabile anche l’episodio con l’eremita cieco, interpretato da Gene Hackman. In una notte buia e tempestosa, l’eremita prega Dio di inviargli un compagno per alleviare la sua solitudine. La risposta divina arriva sotto forma del mostro, che diventa vittima involontaria dell’ospitalità maldestra del povero cieco. Tra tè bollente rovesciato e brindisi fallimentari, la scena è un perfetto esempio di comicità slapstick.

E come dimenticare il dialogo tra Frederick e Inga, quando la scoperta scientifica si mescola a un’ironia squisitamente maliziosa? Alla lettura degli appunti del nonno, Inga commenta con entusiasmo: “Uh! allora avrebbe un enorme schwanzstücke!”, alludendo con evidente divertimento alle possibili proporzioni della creatura.

Un omaggio rispettoso e irriverente

Nonostante la sua natura parodistica, Frankenstein Junior non si limita a prendere in giro il genere horror. Il film è un omaggio affettuoso al cinema classico e alla sua estetica. Mel Brooks, con una cura maniacale dei dettagli, riprese le tecniche di ripresa del cinema degli anni Trenta e utilizzò persino gli stessi macchinari di laboratorio del “Frankenstein” di Whale del 1931.

La scelta del bianco e nero, insolita per una commedia degli anni Settanta, aggiunge un tocco di autenticità che rende il film ancora più iconico. Ogni scena è costruita con un equilibrio perfetto tra rispetto per il materiale originale e irriverenza comica.

A cinquant’anni dalla sua uscita, Frankenstein Junior continua a essere una pietra miliare della commedia. Le sue battute sono entrate nel linguaggio comune, le sue scene vengono citate e omaggiate da generazioni di spettatori. La versione rimasterizzata in 4K non è solo un tributo a un film, ma a un intero modo di fare cinema, dove l’ironia si sposa con l’intelligenza e il rispetto per la tradizione.

Mel Brooks e Gene Wilder hanno creato qualcosa di più di una semplice parodia: hanno dato vita a un classico senza tempo che riesce ancora oggi a far ridere e a sorprendere. E come direbbe Frederick Frankenstein: “Si può fare!”.

Francesca Rampazzo

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