Il Concerto del Primo Maggio è Gen Z?

Il prossimo primo di Maggio si terrà il Concertone romano in Piazza San Giovanni in Laterano in occasione della Festa del Lavoro. Questo evento va avanti dal 1990 e ogni anno ospita tra i nomi più importanti del panorama musicale italiano. Nel 2025 si passerà da Achille Lauro a Gabry Ponte, lasciando soddisfatti tutti i tipi di ascoltatori. Riuscirà questa operazione anche per la Gen Z?

La Gen Z strizza l’occhio al Concerto del Primo Maggio… o il contrario?

Quest’anno saranno oltre 40 gli artisti che saliranno sul palco dalle 13:30, presentati da Ermal Meta, Big Mama e Noemi. Accanto ai tre cantanti vi sarà anche il professore di fisica dei social, Vincenzo Schettini. L’evento verrà esteso oltre le dieci ore con pause per affrontare temi sociali e di attualità. Il concept musicale del primo Maggio sarà basato sullo slogan “Il futuro suona oggi”, con l’intento di rintracciare le voci più autentiche del panorama musicale italiano, restituendo un quadro sonoro che abbraccia il presente, in tutte le sue sfaccettature. Se questa è la premessa del Concertone, sembra che anche le nuove generazioni vengano accolte a braccia aperte. Anche la line up dei cantanti presta attenzione al nuovo cantautorato italiano, ospitando la Gen Z sul palco attraverso tantissimi giovani artisti e artiste.

Un evento che sul palco guarda al futuro

Dai presentatori ai cantanti si ha la certezza che in  qualche modo anche le nuove generazioni vengano ammesse e inserite. La presentatrice e cantante Big Mama infatti avrà sicuramente uno sguardo rivolto alla Gen Z, presentando in un modo che sappia attrarre i ragazzi. I cantanti invece sono molti e variano altrettanto tra generi e generazioni. Si passa infatti da Brunori Sas, Giorgia e Arisa ad Alfa, Ghali e Carl Brave. Insomma una miscela in grado di attirare una percentuale alta di qualsiasi tipo di pubblico. Si riprende così facendo il tanto temuto e conosciuto Festival di Sanremo. Questa operazione di inserimento dei giovani della Gen Z al festival ha funzionato. Allora il Concertone si può dire si getti in acque ormai sicure e facilmente navigabili. Navigazione che avviene sicuramente anche sui social, che proprio grazie a questi giovani sanno come comportarsi e adattarsi all’evento prossimo.

I cantanti del Concerto romano più apprezzati dalla Gen Z

Gli artisti della Generazione Z che si esibiranno sono molti e nel totale riusciranno ad accontentare tutti i generi che i ragazzi oggi apprezzano. Da un più sgravante e conosciuto Achille Lauro verso i nuovi trend del momento, nel quale rientra Lucio Corsi, futuro rappresentante dell’Italia all’Eurovision. Con la sua “Volevo essere un duro” egli è riuscito a creare interesse e a far avvicinare un pubblico più giovane, che ogni giorno pubblica foto e video con la canzone. Altri nomi presenti al Concertone che hanno spopolato sui social sono: Alfa, Ghali, Gazzelle ed Elodie. Ognuno di questi ha creato musica poi diventata virale ovunque tra pubblicità, tik tok e radio.

Alfa, ragazzo genovese di classe 2000, è diventando conosciuto proprio dai social quando nel 2019 ha pubblicato la sua “Cin cin”, oggi con oltre 150 milioni di ascolti. Egli è l’esempio che queste nuove piattaforme della Gen Z possono aiutare i giovani e, se usate nel modo corretto come ha fatto il genovese, portarli ad esibirsi su un grande palco come quello di Sanremo o quello del primo Maggio.

Tra innovazione e tradizione

Dopo aver constatato che il Concertone viene realizzato ad hoc per un pubblico di grande scala viene da chiedersi se sia sempre stato così o se si voglia semplicemente stare al passo coi tempi. L’organizzazione da parte dei sindacati ha permesso che ogni anno il Concertone porti a Roma artisti innovativi e talvolta internazionali. Nel 2002 ad esempio toccò agli Oasis e nell’anno successivo a Nick Cave, accompagnato da una parte dei Bad Seeds. Non mancano però anche censure nelle esibizioni di alcuni artisti passati. Piero Pelù ad esempio nel 1993 infilò un preservativo sul microfono lasciando un velo di stupore e un segno nella storia del concertone.

Insomma l’evento è stato ed è tuttora importante per tutte le generazioni diventando allora uno dei concerti più attesi e seguiti in Italia. La trasversalità artistica si traduce in un format che riesce nell’impresa di coinvolgere tanto l’adolescente che balla sotto il palco, quanto lo spettatore più adulto comodamente seduto davanti alla televisione di casa. 

La partecipazione o la visione dell’evento è consigliata?

Il Concertone del Primo Maggio sarà a Roma e contemporaneamente  trasmesso in diretta su più piattaforme, per permettere a tutti di seguire. L’obiettivo di scegliere la musica come strumento di espressione, consapevolezza e trasformazione sociale, avvicina senz’altro il pubblico. In un contesto in cui cresce il desiderio di comprendere meglio il mondo e di instaurare legami più profondi, la musica diventa un mezzo per raccontare storie e veicolare messaggi. E l’idea di accogliere anche i più giovani aiuta in tale senso. Quindi oltre a essere un evento musicale, il Concertone si propone come spazio di riflessione, un’occasione per guardare avanti attraverso le voci di chi, con la propria arte, sta già immaginando e costruendo il domani. La partecipazione o la visione del Concertone romano è quindi caldamente consigliata anche alla Gen Z, se si vuole unire il divertimento e la consapevolezza del lavoro con uno sguardo al futuro.

Micol Landi

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