Tutti i film di Tinto Brass

Tinto Brass

Giovanni “Tinto” Brass, nato a Milano il 26 marzo 1933, è stato uno dei registi più controversi e riconoscibili del cinema italiano. Il soprannome gli fu dato dal nonno pittore, in omaggio al Tintoretto. Regista, sceneggiatore, montatore e scrittore, si formò accanto a Roberto Rossellini e Joris Ivens, lavorando come montatore e aiuto regista prima di esordire con Chi lavora è perduto nel 1963. Per molti anni è stato visto come un autore sperimentale e anticonformista, prima di diventare, dagli anni Ottanta, il “maestro” del cinema erotico italiano, il genere con cui il suo nome è rimasto più noto al grande pubblico.

Le caratteristiche della regia di Tinto Brass

Brass ha sempre rivendicato un controllo totale sui propri film. Ha montato quasi tutte le sue opere personalmente, un dettaglio che, secondo molti critici, dà alla sua filmografia una forte unità espressiva, tipica del cinema d’autore. Il suo lavoro è segnato da un’attenzione ossessiva all’inquadratura e al movimento della macchina da presa, spesso in movimenti rapidi, zoomate e carrellate, con un montaggio nervoso e ritmico che mescola immagini, suoni e musica in modo quasi pittorico.

Fin dagli esordi ha mostrato una predilezione per la sperimentazione formale: uso di colori forti, deformazioni, ellissi narrative, dialoghi che si spezzano e un approccio spesso ironico e provocatorio alla narrazione. Anche nei film più “leggeri” resta riconoscibile un’idea di cinema come sguardo, più che come semplice racconto.

La cifra stilistica di Tinto Brass

La cifra più riconoscibile di Brass è il rapporto tra corpo, sguardo e desiderio. Nei suoi film l’erotismo non è mai soltanto esibizione: è un modo per parlare di libertà, potere, ipocrisia borghese e tabù sociali. Lo sguardo, in particolare, è un tema ricorrente, dal voyeurismo de L’uomo che guarda alla dimensione quasi pittorica con cui inquadra i corpi.

Un altro elemento distintivo è l’ironia. Brass rifiuta sia la pornografia esplicita sia la morale pesante, e preferisce un tono giocoso, spesso autoironico. Il suo cinema è dichiaratamente popolare, ma non rinuncia a riferimenti colti: l’arte figurativa, la letteratura (da Tanizaki a Moravia) e la storia (Caligola, Senso ‘45) entrano spesso nei suoi lavori.

Infine, c’è una dimensione politica. Brass si è sempre definito antifascista e anticonformista, e in molti dei suoi film, anche quelli erotici, traspare una critica al potere e alle convenzioni della società italiana.

Tutti i film di Tinto Brass

1. Gli esordi (1963–1971)

Qui Brass lavora in un registro sperimentale e di commedia, con toni spesso anticonformisti:

  • Chi lavora è perduto (1963) – nota anche come In capo al mondo, opera d’esordio sul disagio giovanile
  • Ça ira – Il fiume della rivolta (1964) – documentario
  • La mia signora (1964) – film a episodi, con due sequenze firmate da Brass (L’uccellino e L’automobile)
  • Il disco volante (1964) – in inglese The Flying Saucer
  • Yankee (1966) – western, tra i suoi titoli più noti del periodo
  • Col cuore in gola (1967) – in inglese Deadly Sweet
  • L’urlo (1968) – in inglese The Howl
  • Nerosubianco (1969) – in inglese Black on White, girato a Londra
  • Attraction (1969)
  • Dropout (1970)
  • La vacanza (1971) – in inglese Vacation. L’ultimo film brassiano non incentrato sull’erotismo.

Nelle fonti compare anche 12 dicembre (circa 1970–72), indicato come film di Brass, ma non ho potuto verificarne il ruolo esatto, quindi lo segnalo senza dettagli.

2. La fase “Caligola” e l’erotismo (1975–1988)

  • Salon Kitty (1976) – in inglese Madam Kitty. L’anno varia tra fonti (1976 o 1977).
  • Caligola (1979) – in inglese Caligula. È il film più noto e più travagliato. Secondo l’AGI, il film ebbe una produzione molto travagliata a causa dei contrasti tra il regista e la produzione Usa che portarono all’estromissione di Brass dal montaggio. La produzione faceva capo a Bob Guccione, editore di Penthouse. agi
  • Action (1980)
  • La chiave (1983) – tratto dal romanzo di Jun’ichirō Tanizaki, con Stefania Sandrelli. Wikipedia lo indica come il film con cui Brass abbandona il cinema “serio”.
  • Miranda (1985) – con Serena Grandi
  • Capriccio (1987) – in inglese Love and Passion
  • Snack Bar Budapest (1988)

3. Il periodo di maggior successo (1991–1994)

  • Paprika (1991) – in inglese Paprika, Life in a Brothel
  • Così fan tutte (1992) – in inglese All Ladies Do It. Per molti è il suo titolo più celebre insieme a Caligola e Paprika.
  • L’uomo che guarda (1994) – in inglese The Voyeur, libera trasposizione dal romanzo di Alberto Moravia. Il film è del 1994, ed è un film erotico-drammatico scritto e diretto da Brass.

4. Gli anni ‘90 e 2000

  • Fermo posta Tinto Brass (1995) – in inglese P.O. Box Tinto Brass. Film a episodi in cui Brass interpreta sé stesso, con lettere reali ricevute dal regista come spunto.
  • Monella (1998) – in inglese Frivolous Lola
  • Lucignolo (1999)
  • Tra(sgre)dire (2000) – in inglese Cheeky. Si tratta di una commedia sexy del 2000 diretta da Tinto Brass, con Yuliya Mayarchuk nel ruolo principale.
  • Black Angel (2002)
  • Senso ‘45 (2002) – dramma storico ambientato durante la Seconda guerra mondiale, con sceneggiatura di Brass.

5. Gli ultimi lungometraggi (2003–2005)

  • Fallo! (2003)
  • Monamour (2005) – secondo l’AGI è nel 2005 il suo ultimo lungometraggio.

6. Opere successive e documentari (2008–2023)

  • Kick the Cock (2008)
  • Hotel Courbet (2009) – figura nei dati MovieMeter come regia e sceneggiatura
  • Crazy Dog (2012)
  • Istintobrass (2013) – documentario sul regista
  • Searching for Valentina (2019)
  • Caligola – The Ultimate Cut (2023) – versione restaurata e “definitiva” di Caligola. Rotten Tomatoes la segnala come Highest Rated della sua filmografia.

Il giudizio su Brass resta molto diviso

Per alcuni è un autore originale che ha sdoganato l’erotismo nel cinema d’autore; per altri i suoi film sono prodotti di basso livello, dominati dall’esibizione. Per questo un’intro efficace dovrebbe presentarlo senza prendere posizione netta, lasciando al lettore il giudizio.

Francesca Rampazzo

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